David Rossi, la perizia ricostruisce un'aggressione prima della caduta a Siena
Le simulazioni eseguite a Roma ricostruiscono gli ultimi istanti di David Rossi con un’ipotesi precisa. L’ex dirigente Mps sarebbe stato aggredito da almeno due persone e avrebbe tentato di difendersi prima della caduta.
Le prove tecniche svolte il 28 settembre a Roma indicano una possibile dinamica diversa da una caduta autonoma. Secondo le prime valutazioni, David Rossi sarebbe stato coinvolto nel suo ufficio in un’aggressione rapida e violenta da parte di almeno due persone di corporatura robusta.
L’ex responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena sarebbe rimasto cosciente durante quei momenti e avrebbe con ogni probabilità cercato di difendersi. La ricostruzione deriva dalle simulazioni condotte nell’ambito della perizia disposta dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulla sua morte.
Una fase decisiva riguarda quanto sarebbe accaduto dopo che Rossi era già finito all’esterno della finestra. Le prove avrebbero mostrato che l’uomo tentò di aggrapparsi al bordo mentre veniva trattenuto dagli aggressori. Tra le ipotesi esaminate c’è quella di un gesto inizialmente finalizzato a intimidirlo.
La presa sarebbe poi venuta meno, provocando la precipitazione. Si tratta di una prima valutazione tecnica delle simulazioni e non della conclusione definitiva dell’intero lavoro peritale.
Le operazioni sono state eseguite a Roma con il contributo dei Ris, riproducendo le condizioni utili a verificare le possibili modalità con cui Rossi avrebbe potuto trovarsi fuori dalla finestra del proprio ufficio nella sede di Mps.
David Rossi morì a Siena il 6 marzo 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio. Le nuove verifiche rientrano nell’attività della commissione parlamentare d’inchiesta che sta riesaminando la dinamica degli ultimi istanti prima della caduta.
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