Euro digitale, pilota nel 2027 e possibile debutto nel 2029: come funzioneranno i pagamenti
L’euro digitale entra nella fase di test che porterà al pilota del 2027. Se il quadro normativo europeo sarà approvato nei tempi previsti, la BCE punta a essere pronta per una possibile prima emissione nel 2029, anche con pagamenti offline.
Il progetto dell’euro digitale sta passando dalla progettazione alle prove sul campo. La Banca centrale europea ha selezionato 36 prestatori di servizi di pagamento per partecipare a un programma pilota che dovrebbe iniziare nella seconda metà del 2027 e durare dodici mesi. L’obiettivo è verificare infrastruttura, procedure e facilità d’uso prima di un’eventuale emissione.
Il calendario resta legato all’iter legislativo europeo. La BCE punta a essere tecnicamente pronta per una possibile prima emissione nel corso del 2029, nell’ipotesi che il regolamento necessario venga adottato entro la fine del 2026. La decisione definitiva sull’introduzione della nuova moneta digitale sarà presa soltanto dopo il completamento del quadro normativo.
L’euro digitale sarebbe una nuova forma di moneta pubblica, emessa dall’Eurosistema e con lo stesso valore dell’euro utilizzato oggi. Un euro digitale continuerebbe quindi a valere un euro. Non sarebbe una criptovaluta e non avrebbe le oscillazioni tipiche di Bitcoin o di altri asset digitali privati.
Per utilizzarlo non sarebbe necessario aprire un conto direttamente presso la BCE. La distribuzione passerebbe attraverso banche e altri prestatori di servizi di pagamento, che offrirebbero ai clienti un portafoglio dedicato. I servizi di base destinati ai cittadini dovrebbero essere gratuiti e il progetto prevede modalità di accesso anche per chi non possiede un conto corrente.
I pagamenti potrebbero essere effettuati nei negozi, negli acquisti online e nei trasferimenti di denaro tra persone. Oltre ai servizi messi a disposizione dagli intermediari, è in sviluppo anche un’app collegata all’infrastruttura dell’euro digitale. Sono previste inoltre soluzioni che consentano l’utilizzo attraverso strumenti fisici compatibili con le esigenze di chi ha minore familiarità con smartphone e servizi digitali.
Una delle caratteristiche più rilevanti riguarda i pagamenti offline. Il sistema è progettato per consentire alcune operazioni anche in assenza di collegamento a internet, utilizzando componenti sicuri presenti nei dispositivi. Questa funzione sarà sottoposta a verifiche tecniche durante il percorso che precederà l’eventuale lancio.
L’euro digitale non sostituirebbe il contante. Banconote e monete continuerebbero a essere disponibili e i cittadini potrebbero scegliere quale strumento utilizzare. La nuova soluzione affiancherebbe anche carte, bonifici e altre modalità elettroniche, offrendo un sistema di pagamento pubblico utilizzabile nell’area dell’euro.
Un altro tema riguarda la quantità di euro digitali che ogni persona potrà detenere. Nel dibattito preparatorio è stata valutata l’ipotesi di un limite intorno ai 3.000 euro, ma il valore definitivo non è ancora stabilito. Un tetto servirebbe a evitare trasferimenti troppo consistenti dai depositi bancari verso i portafogli digitali, con possibili effetti sulla liquidità degli istituti.
Anche con un eventuale limite al saldo sarebbe comunque possibile effettuare pagamenti di importo superiore collegando il wallet a un conto bancario. Il sistema potrebbe trasferire automaticamente la somma necessaria dal conto oppure spostare sul conto l’eccedenza ricevuta, mantenendo il portafoglio entro la soglia prevista.
Privacy e sicurezza restano tra gli aspetti centrali del progetto. La BCE prevede un’infrastruttura centralizzata e standard comuni nell’intera area dell’euro, mentre i prestatori di servizi di pagamento continuerebbero a gestire il rapporto con gli utenti e gli obblighi previsti dalla normativa. Il pilota del 2027 servirà anche a verificare concretamente queste soluzioni prima di qualsiasi decisione sull’emissione.
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