Carburanti, anche IP fissa un tetto ai prezzi e amplia la rete coinvolta

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Dopo Eni anche IP introduce un limite ai prezzi di benzina e gasolio sulla propria rete italiana. La misura sarà applicata gradualmente e potrebbe ampliare in modo significativo il numero di distributori coinvolti nel contenimento dei rincari.

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Socar, il gruppo energetico azero che controlla Italiana Petroli, ha deciso di introdurre un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio in Italia. L’intervento partirà dalla rete a marchio IP e sarà esteso progressivamente, con modalità definite in funzione delle esigenze della filiera.

La società ha spiegato che l’obiettivo è contenere il costo dei Carburanti senza compromettere la sostenibilità economica delle migliaia di operatori coinvolti nella distribuzione. Al momento non è stato indicato un prezzo massimo unico per benzina e diesel.

La decisione segue quella di Eni, che dal 28 settembre applicherà per 30 giorni un tetto di 1,99 euro al litro alla benzina e di 2,19 euro al litro al gasolio nei punti vendita Enilive. La misura potrà essere prolungata fino alla fine dell’anno in base all’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.

Secondo le stime riportate sul numero dei punti vendita, l’allargamento dell’iniziativa a IP potrebbe portare complessivamente a circa 8.500 le stazioni interessate dalle misure di contenimento, sommando la rete della compagnia a quella Eni ed Enilive. Si tratterebbe di una quota rilevante rispetto ai circa 22 mila distributori presenti in Italia.

Socar ha collegato la scelta alla fase di forte aumento dei costi energetici e alle difficoltà provocate dalle tensioni internazionali sulle catene di approvvigionamento. Il gruppo ha inoltre previsto un sostegno ai gestori e ai partner della propria rete durante l’applicazione del nuovo meccanismo.

Sulla decisione è intervenuto anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ricordato di aver chiesto all’inizio di settembre al presidente di Socar, Rovshan Najaf, un intervento nella stessa direzione. Tajani ha definito la misura un contributo volontario delle imprese al contenimento dei prezzi, senza nuovi obblighi fiscali.

Resta ora da capire se altri grandi operatori del mercato italiano seguiranno la stessa strada. L’estensione dei limiti a ulteriori reti aumenterebbe il numero di automobilisti raggiunti dalle iniziative varate contro il caro carburanti.

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