Neonato morto a Perugia, l'autopsia rileva un sanguinamento alla testa

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L’autopsia sul neonato morto a Perugia dopo il parto a Foligno ha rilevato un sanguinamento alla testa e nessuna evidente patologia pregressa. Restano da chiarire le cause dell’emorragia e il ruolo delle procedure adottate.

Perugia
Neonato morto a Perugia, l'autopsia rileva un sanguinamento alla testa
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I primi riscontri dell’esame autoptico eseguito sul piccolo Pietro hanno evidenziato la presenza di sangue nei tessuti sottocutanei della testa e l’assenza di evidenti patologie pregresse. Gli accertamenti medico-legali proseguiranno per stabilire l’origine del sanguinamento e ricostruire con precisione quanto avvenuto prima e dopo la nascita.

Il bambino era nato la sera del 15 settembre all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno, al termine di una gravidanza che non era considerata a rischio. Durante il parto naturale era stata utilizzata una ventosa ostetrica per favorire la nascita. Nelle ore successive le sue condizioni si erano aggravate, rendendo necessario il trasferimento urgente a Perugia.

Il neonato era stato ricoverato nella terapia intensiva neonatale del Santa Maria della Misericordia, dove è morto il 16 settembre. Uno dei punti che dovranno essere chiariti riguarda l’eventuale relazione tra il sanguinamento rilevato, l’impiego della ventosa e le procedure assistenziali adottate nelle ore successive al parto.

L’autopsia è stata affidata a Donatella Fedeli, medico legale dell’Università di Bologna. Sono previsti ulteriori esami sui singoli organi e gli accertamenti definitivi dovranno fornire elementi sulle cause del decesso e sull’eventuale esistenza di responsabilità sanitarie.

Nell’indagine della Procura di Perugia risultano iscritti 22 professionisti sanitari che, a diverso titolo, hanno seguito la madre e il bambino. Si tratta di dodici medici tra ginecologi, pediatri e neonatologi, otto ostetriche e due infermiere. Le ipotesi di reato riguardano l’omicidio colposo e la responsabilità colposa in ambito sanitario.

Le strutture sanitarie di Foligno e Perugia hanno inoltre avviato verifiche interne per ricostruire il percorso assistenziale. Gli accertamenti riguarderanno le modalità del parto, i controlli effettuati dopo la nascita, l’evoluzione delle condizioni del neonato e i tempi che hanno portato alla decisione di trasferirlo nel capoluogo umbro.

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