Ucraina, Trump spinge per un'intesa prima dell'inverno: Zelensky frena, Lavrov accusa l'Europa

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Trump rilancia la possibilità di un’intesa tra Ucraina e Russia prima dell’inverno, ma Kiev resta scettica. Zelensky accusa Putin di evitare il confronto, mentre Lavrov torna ad attaccare l’Europa sul rischio di escalation.

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Donald Trump torna a indicare nei prossimi mesi una possibile finestra per un accordo tra Russia e Ucraina. Dopo il recente incontro a New York con Volodymyr Zelensky, il presidente degli Stati Uniti ha ribadito di volere un’intesa diretta tra il leader ucraino e Vladimir Putin, ipotizzando progressi già prima dell’arrivo dell’inverno.

Trump ha spiegato di avere discusso a lungo con Zelensky e di condividere con lui diverse valutazioni, ma ha insistito sulla necessità che Kiev e Mosca trovino un punto d’intesa. Il presidente americano ha inoltre richiamato il costo umano del conflitto, sostenendo che nell’ultimo mese sarebbero morte complessivamente circa 25mila persone tra le due parti.

Non trova invece conferma l’ipotesi secondo cui Washington avrebbe chiesto a Zelensky di recarsi a Mosca per incontrare Putin. L’ufficio della presidenza ucraina ha smentito che dalla Casa Bianca sia arrivata una richiesta di questo tipo.

Da Kiev il quadro viene descritto con maggiore cautela. Zelensky ha affermato che, a suo giudizio, la Russia non starebbe preparando una conclusione della guerra e ha accusato Putin di trovare continuamente motivi per evitare incontri diretti o un vertice trilaterale con Ucraina e Stati Uniti. Il presidente ucraino ha annunciato per i prossimi giorni e per ottobre un’intensa attività diplomatica, con l’obiettivo di aumentare la pressione internazionale su Mosca.

Sul fronte russo, Sergei Lavrov ha invece rivolto nuove accuse ai governi europei. Dopo un incontro a New York con il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, il capo della diplomazia russa ha sostenuto che l’Europa si starebbe preparando a un confronto con Mosca e starebbe ostacolando le possibilità di negoziato sull’Ucraina.

Lavrov ha descritto il colloquio con Wadephul come privo di novità sostanziali, affermando che Berlino avrebbe ribadito posizioni già note e chiesto concessioni alla Russia. Il ministro russo ha inoltre accusato i Paesi europei di puntare a una sconfitta strategica di Mosca e di continuare a sostenere militarmente Kiev.

Le dichiarazioni dei tre protagonisti mostrano quindi approcci ancora molto distanti. Washington continua a sostenere la possibilità di un’intesa in tempi relativamente brevi, mentre Kiev chiede segnali concreti da parte russa e Mosca mantiene una linea fortemente critica verso l’Europa. Sul tavolo resta la prospettiva di nuovi passaggi diplomatici nelle prossime settimane.

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