Tacoma, 31enne accusata di omicidio per la morte del neonato partorito dalla figlia 14enne
A Tacoma una 31enne è accusata di omicidio di secondo grado per la morte del nipote appena nato. Il bambino, partorito in casa dalla figlia 14enne, fu portato in ospedale senza vita diverse ore dopo, dentro una scatola di cartone.
Dayjanay Thomas, 31 anni, è accusata di omicidio di secondo grado per la morte del figlio appena nato della sua ragazza di 14 anni. Il caso risale al 10 febbraio 2026, quando l'adolescente partorì nella propria abitazione a Tacoma, nello Stato di Washington.
La ragazza avrebbe raccontato alla madre di non essersi resa conto della gravidanza. Dopo il parto, però, non sarebbe stata richiesta immediatamente assistenza medica. Madre e figlia raggiunsero l'ospedale soltanto diverse ore più tardi, accompagnate dalla padrona di casa. Con loro c'era anche il neonato, ormai senza vita, sistemato in una scatola di cartone.
Gli accertamenti medico-legali hanno stabilito che il bambino era nato vivo. Sul corpo sono state riscontrate otto ferite provocate da un oggetto tagliente e ulteriori lesioni alla testa compatibili con traumi da corpo contundente. La morte è stata classificata come omicidio.
Durante la perquisizione dell'abitazione gli investigatori hanno trovato tracce di sangue in più punti, compreso il bagno. Sono stati recuperati anche un coltello seghettato e un paio di forbici, oltre ad alcuni indumenti bagnati.
Thomas era stata arrestata il 23 febbraio con un'accusa iniziale di maltrattamento di primo grado, legata alla mancata richiesta di cure dopo il parto della figlia. Il 20 agosto l'imputazione è stata aggiornata con l'accusa di omicidio di secondo grado. La donna si è dichiarata non colpevole ed è detenuta con una cauzione fissata a 500mila dollari.
Nel corso dell'indagine sono stati acquisiti anche messaggi scambiati tra madre e figlia dopo la nascita. In una comunicazione la 31enne avrebbe invitato l'adolescente a riferire che né lei né la padrona di casa erano a conoscenza della gravidanza e che la stessa ragazza non aveva compreso cosa stesse accadendo al proprio corpo.
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