Garlasco, Garofano e gli ex ufficiali del Ris ascoltati prima della chiusura delle indagini
La Procura di Pavia ha ascoltato Luciano Garofano e altri ex ufficiali del Ris che lavorarono sul delitto di Chiara Poggi nel 2007. Le audizioni arrivano mentre si avvicina il termine del 28 settembre per gli ultimi atti dell’inchiesta.
Nuovi accertamenti negli uffici giudiziari di Pavia a pochi giorni dalla scadenza fissata per le indagini sul delitto di Chiara Poggi. Gli inquirenti hanno ascoltato Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma, insieme ad alcuni ufficiali che nel 2007 parteciparono agli accertamenti scientifici sull’omicidio avvenuto nella villetta di Garlasco.
Garofano è stato sentito come persona informata sui fatti. Sul contenuto dell’audizione resta il massimo riserbo e non sono stati comunicati i temi affrontati durante il colloquio. Tra le ipotesi c’è quella di un approfondimento sul lavoro scientifico svolto diciannove anni fa, ora riesaminato nell’ambito della nuova indagine.
Le audizioni si inseriscono nella fase conclusiva del procedimento che vede indagato Andrea Sempio per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi. Il termine delle indagini preliminari è fissato al 28 settembre 2026 e la Procura dovrà mettere a disposizione della difesa anche il materiale raccolto con gli accertamenti integrativi disposti dopo il primo avviso di conclusione notificato a maggio.
Negli ultimi mesi i magistrati hanno richiesto quattro ulteriori consulenze. Tre sono già state depositate. Carlo Previderè ha riesaminato il tema del Dna rinvenuto sulle unghie della vittima, mentre Cristina Cattaneo si è occupata delle misurazioni antropometriche di Sempio. Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli hanno invece lavorato su una delle impronte rilevate sul pavimento della villetta.
Restava da completare la consulenza affidata allo psichiatra Roberto Catanesi, chiamato a valutare l'eventuale presenza, all'epoca dei fatti, di condizioni patologiche capaci di incidere sulla capacità di intendere e di volere dell'indagato, oltre ad altri aspetti indicati nell'incarico conferito dalla Procura.
Sempio non ha accettato un incontro diretto con il consulente, seguendo l'indicazione dei suoi legali. L'esame deve quindi basarsi sul materiale disponibile agli inquirenti, tra cui dichiarazioni, scritti e conversazioni registrate durante le indagini. La difesa contesta l'impostazione dell'accertamento e sostiene che verifiche di questo tipo richiederebbero presupposti clinici adeguati.
Un altro punto destinato al confronto tra accusa e difesa riguarda le impronte di scarpa e le dimensioni del piede di Sempio. La questione interessa anche la cosiddetta impronta Frau rilevata durante gli accertamenti originari, sulla quale esistono valutazioni differenti circa la compatibilità con le misure attribuite all'indagato.
Dopo la nuova chiusura delle indagini, i legali di Sempio avranno venti giorni per depositare memorie, documentazione e ulteriori consulenze. Spetterà poi alla Procura valutare gli atti raccolti e assumere le successive determinazioni sul procedimento.
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