Irpef, il 30% dei contribuenti sostiene quasi l'80% del gettito totale

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Il gettito Irpef resta concentrato su una quota ridotta di contribuenti. Nel 2024 quasi il 70% di chi dichiara fino a 29mila euro ha versato poco più di un quinto dell’imposta, mentre il 30% restante ne ha sostenuto quasi l’80%.

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La distribuzione dell’Irpef in Italia continua a mostrare una forte concentrazione del gettito. Secondo i dati sulle dichiarazioni dei redditi relative al 2024, il 30,22% dei contribuenti sostiene il 78,67% dell’imposta complessiva, mentre il restante 69,78%, con redditi dichiarati fino a 29mila euro, ne versa il 21,33%.

Il rapporto di Itinerari Previdenziali fotografa una platea di circa 42,8 milioni di contribuenti su una popolazione di 58,9 milioni di persone. A versare effettivamente l’Irpef sono poco più di 34,1 milioni. Considerando anche chi non presenta una dichiarazione, circa 24,8 milioni di italiani non contribuiscono direttamente al gettito dell’imposta.

La fascia con redditi fino a 20mila euro comprende il 47,13% dei contribuenti, poco meno di 20,2 milioni di persone, ma genera soltanto il 5% dell’Irpef complessiva. La quota versata aumenta rapidamente salendo verso i livelli di reddito più elevati.

I contribuenti che dichiarano più di 35mila euro rappresentano il 18,78% del totale e versano circa il 65% dell’Irpef. Restringendo ancora il campo, chi supera i 55mila euro costituisce il 6,25% della platea e sostiene il 40,63% dell’imposta.

Ancora più marcata la concentrazione ai livelli superiori. Le 745.615 persone che dichiarano oltre 100mila euro, pari all’1,75% dei contribuenti, versano il 22,25% dell’Irpef. Chi dichiara almeno 200mila euro rappresenta invece circa lo 0,3% e contribuisce per quasi un decimo dell’intero gettito.

Il tema della distribuzione del carico fiscale si intreccia con il lavoro sulla prossima manovra. Il governo sta valutando un ulteriore intervento sull’Irpef destinato al ceto medio, con l’ipotesi di estendere l’aliquota del 33% anche alla fascia di reddito compresa tra 50mila e 60mila euro.

Tra le altre misure in esame figurano l’estensione della cedolare secca agli affitti commerciali e una possibile flat tax sui redditi percepiti dai giovani, con l’obiettivo di favorirne l’ingresso nel mercato del lavoro. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato l’intenzione dell’esecutivo di proseguire nella riduzione delle tasse, indicando il ceto medio tra le categorie alle quali destinare particolare attenzione, compatibilmente con le risorse disponibili.

Per la spesa pubblica, la Ragioneria generale dello Stato ha quantificato in circa 41,3 miliardi di euro gli oneri sostenuti tra il 2019 e il 2025 per le diverse forme di flessibilità nell’accesso alla pensione. Nello stesso periodo, le misure di contrasto alla povertà hanno comportato una spesa complessiva stimata in circa 45,2 miliardi.

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