Morte del piccolo Pietro, 22 sanitari indagati e autopsia fissata a Perugia

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L’inchiesta sulla morte del neonato Pietro Porzi coinvolge 22 sanitari tra Foligno e Perugia. La Procura ha acquisito la documentazione clinica e disposto l’autopsia per ricostruire le cause del decesso e le cure prestate.

Perugia
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Sono ventidue i professionisti sanitari iscritti nel registro degli indagati nell’inchiesta sulla morte di Pietro Porzi, il neonato deceduto il 16 settembre 2026 nella Terapia intensiva neonatale dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Il bambino era nato poche ore prima all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno.

Il fascicolo è coordinato dalla Procura di Perugia e dal pubblico ministero Massimo Casucci, dopo la denuncia presentata dai familiari ai carabinieri. Le ipotesi contestate riguardano il concorso in omicidio colposo e la responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario.

L’iscrizione degli operatori coinvolti consente loro di partecipare con propri consulenti agli accertamenti tecnici irripetibili. L’autopsia è prevista per sabato 26 settembre e dovrà contribuire a chiarire le cause del decesso e l’eventuale rapporto tra la morte del neonato e le procedure sanitarie adottate prima e dopo il parto.

Pietro era venuto alla luce a Foligno e, dopo l’insorgenza di complicazioni, era stato trasferito d’urgenza a Perugia. Qui era stato ricoverato nella Terapia intensiva neonatale, dove le sue condizioni sono rimaste gravissime fino al decesso avvenuto nello stesso giorno.

Gli accertamenti dovranno ricostruire nel dettaglio il quadro clinico della gravidanza, le condizioni della madre al momento del parto e le cure riservate al bambino nelle ore successive alla nascita. La Procura ha acquisito le cartelle cliniche e la documentazione sanitaria relativa ai passaggi avvenuti nei due ospedali.

L’inchiesta è ancora nella fase iniziale e l’iscrizione nel registro degli indagati non equivale a un accertamento di responsabilità. Saranno gli esami medico-legali e la ricostruzione delle procedure seguite dai sanitari a fornire gli elementi necessari per chiarire quanto accaduto.

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