Caso Yara Gambirasio, la difesa di Bossetti chiede nuovi esami sui test degli abiti
Nuove immagini dei test eseguiti sugli abiti di Yara Gambirasio alimentano la richiesta della difesa di Massimo Bossetti di riesaminare alcuni reperti. I consulenti parlano di possibili tracce da approfondire, non di una prova già accertata.
Alcuni risultati ottenuti durante gli accertamenti sugli indumenti di Yara Gambirasio tornano nella discussione sul caso giudiziario. La difesa di Massimo Bossetti sostiene che fotografie ad alta definizione relative a diversi test meritino ulteriori approfondimenti con tecniche più sensibili rispetto a quelle utilizzate durante le indagini.
Il materiale viene esaminato nel servizio di Luigi Pelazza in onda il 24 settembre su Italia 1. L'avvocato Claudio Salvagni e il genetista forense Marzio Capra illustrano alcune immagini riguardanti verifiche effettuate su porzioni del giubbotto e della felpa indossati dalla tredicenne di Brembate di Sopra.
Secondo l'interpretazione proposta dai consulenti della difesa, alcune fotografie mostrerebbero reazioni compatibili con la possibile presenza di liquido seminale maschile, mentre nella documentazione degli accertamenti alcuni campioni risultavano classificati come negativi. Capra ritiene che quei riscontri avrebbero dovuto essere considerati positivi o, almeno, sottoposti a ulteriori verifiche.
Il genetista indica inoltre un risultato debole riscontrato sulla felpa. A suo giudizio, l'intensità limitata potrebbe essere compatibile con le condizioni nelle quali erano rimasti gli abiti, esposti per circa tre mesi agli agenti atmosferici prima del ritrovamento del corpo di Yara, avvenuto nel febbraio 2011 a Chignolo d'Isola.
La posizione della difesa non equivale però all'accertamento di una nuova prova. Le immagini vengono interpretate dai consulenti di Bossetti come elementi da approfondire, ma non stabiliscono da sole né la presenza certa di liquido seminale né l'eventuale identità della persona dalla quale potrebbe provenire la traccia.
Salvagni e Capra chiedono quindi la possibilità di svolgere nuovi esami sui reperti disponibili. Il genetista pone anche il tema dell'eventuale origine delle tracce, sostenendo che un approfondimento potrebbe chiarire se siano riconducibili a Bossetti oppure a un'altra persona.
Massimo Bossetti è stato condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio. Nel procedimento ha avuto un ruolo centrale la traccia genetica attribuita a “Ignoto 1”. La strategia della difesa punta ora a valutare se i risultati documentati nelle fotografie possano essere nuovamente analizzati e quale eventuale rilievo possano assumere nel caso.
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