Cadoneghe, cittadinanza sospesa al giuramento: scontro sui poteri del sindaco

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A Cadoneghe il giuramento per la cittadinanza di una donna marocchina, residente in Italia da oltre 15 anni e sposata con un italiano, è stato sospeso dal sindaco. Il caso ora coinvolge Prefettura, opposizione e governo.

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La procedura si è fermata nell’ultimo passaggio, quello del giuramento davanti al sindaco. A Cadoneghe, nel Padovano, Marco Schiesaro ha deciso di non completare il conferimento della cittadinanza italiana a una donna di origine marocchina che, secondo il suo racconto, avrebbe mostrato difficoltà nel comprendere e utilizzare la lingua italiana.

La donna vive in Italia da oltre 15 anni ed è sposata con un cittadino italiano. Era arrivata in municipio dopo che la pratica aveva già seguito l’iter previsto presso gli uffici competenti. Nella stessa giornata, il 21 settembre, altre tre persone convocate per il giuramento hanno completato regolarmente la procedura.

Schiesaro ha riferito che, durante la cerimonia, la donna non sarebbe riuscita a rispondere autonomamente ad alcune domande e che il marito avrebbe cercato di aiutarla traducendo. Il sindaco ha quindi interrotto il passaggio finale, sostenendo che il giuramento debba essere compiuto personalmente e con piena consapevolezza.

La decisione ha aperto una questione anche sul piano giuridico. La normativa sulla cittadinanza richiede infatti una conoscenza della lingua italiana almeno di livello B1, ma prevede modalità diverse per dimostrarla. I titolari di un permesso UE per soggiornanti di lungo periodo non sono tenuti a presentare, con la domanda di cittadinanza, una nuova certificazione linguistica, poiché il loro titolo di soggiorno rientra tra quelli considerati ai fini del requisito.

Il punto ora contestato riguarda soprattutto il ruolo del sindaco nella fase conclusiva. L’opposizione di Cadoneghe ha chiesto alla Prefettura di Padova di verificare se il primo cittadino potesse effettuare una nuova valutazione delle competenze linguistiche dopo il completamento dell’istruttoria amministrativa.

I consiglieri del Partito democratico Lucia Vettore, Enrico Nania e Cinzia Valentini hanno inviato una comunicazione formale al prefetto Giuseppe Forlenza. Nella richiesta domandano di chiarire le competenze del Comune, le motivazioni della sospensione e le eventuali conseguenze per la posizione della donna interessata.

Sulla vicenda è intervenuto anche Matteo Salvini. Il vicepremier e leader della Lega ha espresso sostegno a Schiesaro e ha annunciato l’intenzione di inserire un esame di integrazione nel pacchetto di misure che il partito sta preparando contro l’integralismo islamico. Salvini ha inoltre invitato sindaci e prefetture a non procedere con la cittadinanza nei confronti di chi non conosce l’italiano.

Una diversa interpretazione è stata espressa dall’avvocato Giovanni Barbariol, referente di Asgi Veneto. Il legale, precisando di non conoscere tutti i dettagli della pratica, ha sostenuto che un ufficiale di stato civile non possa rimettere in discussione nella fase del giuramento una valutazione già compiuta dagli uffici competenti nell’istruttoria sulla cittadinanza.

La questione resta quindi aperta. Sarà la verifica istituzionale richiesta alla Prefettura a chiarire se la sospensione decisa a Cadoneghe rientri nei poteri attribuiti al sindaco durante l’ultimo atto della procedura di acquisizione della cittadinanza italiana.

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