Wesseling, 934 denari romani riemergono dal terreno: erano sei anni di risparmi
In un campo di Wesseling sono riemersi 934 denari d’argento romani, per un peso di 3,1 chili. Il deposito, nascosto durante il regno di Adriano, equivaleva a circa sei anni di risparmi netti di un legionario romano dell’epoca.
Il ritrovamento è avvenuto in un terreno agricolo a Wesseling, a sud di Colonia, dove Oliver Riedl stava effettuando una ricerca autorizzata con il metal detector. Dopo aver recuperato le prime monete d’argento, i continui segnali dello strumento gli hanno fatto capire che sotto il terreno poteva esserci un deposito molto più consistente.
Riedl ha quindi avvisato gli archeologi competenti, che hanno avviato gli scavi e recuperato complessivamente 934 denari romani d’argento. Il tesoro pesa circa 3,1 chilogrammi ed è considerato il più grande deposito monetale dell’epoca dell’imperatore Adriano finora rinvenuto in Germania.
La moneta più recente fu coniata tra il 124 e il 125 d.C., un elemento che permette di collocare l’occultamento del denaro durante il regno di Adriano, imperatore dal 117 al 138 d.C. La maggior parte degli esemplari risale però alla precedente dinastia flavia, mentre la moneta più antica è datata al 148 a.C., quando Roma era ancora una repubblica.
Secondo gli archeologi, il denaro sarebbe stato nascosto volontariamente nel secondo quarto del II secolo. L’ipotesi è che il proprietario volesse mettere al sicuro i propri risparmi, ma non è possibile stabilire perché non sia mai tornato a recuperarli. Tra le possibilità considerate c’è anche quella di una morte improvvisa senza che il luogo del nascondiglio fosse stato comunicato ad altri.
Per comprendere le dimensioni economiche del deposito, gli studiosi hanno confrontato la somma con la paga militare dell’epoca. Un legionario poteva ricevere circa 300 denari l’anno, ma una parte consistente veniva assorbita dalle spese per viveri ed equipaggiamento. Accumulare 934 denari avrebbe quindi richiesto all’incirca sei anni di risparmi netti.
Il tesoro è stato presentato al pubblico al LVR-LandesMuseum di Bonn. Oltre al valore delle singole monete, il ritrovamento offre agli archeologi informazioni sulla circolazione del denaro romano e sulla conservazione dei patrimoni in un’area che, per secoli, ebbe un ruolo militare e amministrativo strategico lungo il Reno.
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