Resident Evil, il nuovo film ritrova il survival horror e poi accelera sull'azione
Il nuovo Resident Evil cambia passo a metà corsa, passando dalla tensione lenta del survival horror a un’azione più esplosiva. Il film recupera atmosfere, meccaniche e dettagli dei videogiochi Capcom senza trasformarli in semplice fan service.
Il nuovo Resident Evil diretto da Zach Cregger porta al cinema una storia originale costruita attorno a Bryan, corriere medico interpretato da Austin Abrams. Il personaggio viene trascinato in una notte segnata dall’epidemia e dalla presenza di creature mutate, in un racconto che recupera diversi elementi caratteristici della saga videoludica Capcom.
La prima parte punta soprattutto sulla tensione. Ambienti chiusi, corridoi poco illuminati, rumori improvvisi e una costante sensazione di isolamento riportano in primo piano la componente survival horror dei primi videogiochi. Gli scontri non vengono presentati come semplici sequenze d’azione e anche la presenza di un singolo infetto può trasformarsi in un problema per un protagonista che dispone di risorse limitate.
Questa impostazione lascia gradualmente spazio a un ritmo molto diverso. Nella seconda metà aumentano gli scontri, le creature mutate e le sequenze più spettacolari, con un passaggio dall’horror più controllato a una struttura maggiormente orientata all’azione. È una trasformazione che richiama anche l’evoluzione vissuta dalla serie videoludica a partire dai capitoli successivi a Resident Evil 4.
Il cambio di registro è uno degli aspetti più evidenti del film e può dividere chi avrebbe preferito mantenere fino alla fine la tensione più lenta delle sequenze iniziali. Le due anime restano però legate dalla volontà di riprodurre alcune sensazioni tipiche dell’esperienza di gioco, senza adattare direttamente la trama di uno specifico episodio della saga.
Il richiamo ai videogiochi passa anche dalla regia. Alcune inquadrature riproducono il punto di vista del giocatore durante il puntamento o l’esplorazione degli ambienti, mentre altri momenti riprendono meccaniche familiari agli appassionati. Tra queste compaiono persino porte e lucchetti che richiedono una chiave precisa, un dettaglio ricorrente nei giochi utilizzato qui anche con una componente ironica.
Anche l’umorismo trova spazio senza occupare continuamente la scena. Le battute intervengono soprattutto dopo le sequenze più tese e accompagnano la vulnerabilità di Bryan, evitando di trasformare il film in una parodia. La componente comica convive così con inseguimenti, mostri e momenti più claustrofobici.
Il risultato è un Resident Evil costruito su due registri molto diversi, prima vicino al survival horror e poi progressivamente più orientato allo spettacolo. Proprio questa alternanza definisce il nuovo adattamento, che utilizza ambientazioni, meccaniche e riferimenti della serie Capcom per trasferire sullo schermo non tanto una singola storia dei videogiochi, quanto alcune delle sensazioni legate al loro modo di essere giocati.
RESIDENT EVIL Official Trailer 4K

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