Ciro Caretti ritrovato dopo 109 anni, la nipote Tina porta il fiore promesso dalla madre
Per oltre un secolo la famiglia di Ciro Caretti non ha saputo dove riposasse il tenente caduto nel 1917. A 78 anni la nipote Tina ha trovato il suo nome al Sacrario di Oslavia e ha potuto mantenere una promessa fatta alla madre.
Un nome inciso su una lapide del Sacrario militare di Oslavia ha chiuso una ricerca familiare durata 109 anni. Tina, 78 anni, ha scoperto quasi per caso che proprio lì riposava il nonno Ciro Caretti, tenente del 270° Reggimento fanteria morto durante la Prima guerra mondiale.
Caretti aveva 24 anni quando cadde il 1° settembre 1917 sull'altopiano della Bainsizza. Da allora i suoi familiari avevano cercato a lungo di individuare il luogo della sepoltura, senza riuscire a ottenere una risposta certa.
Nel 1954 la famiglia si era rivolta anche al cappellano militare di Redipuglia, convinta che i resti del tenente potessero trovarsi nel Sacrario. Le verifiche dell'epoca non portarono però al risultato sperato e, negli anni successivi, i parenti continuarono a recarsi a Redipuglia lasciando un fiore anche per i Caduti rimasti senza nome.

La svolta è arrivata durante una visita di Tina a Oslavia. Tra le iscrizioni del Sacrario la donna ha riconosciuto il nome di Ciro Caretti. Prima di considerare conclusa la ricerca era però necessario escludere un caso di omonimia.
Il controllo è stato avviato attraverso la direzione del Sacrario e gli archivi dell'Ufficio per la Tutela della Cultura e della Memoria della Difesa. La documentazione ha confermato che l'uomo ricordato sulla lapide era proprio il nonno di Tina.
La donna ha così potuto raggiungere il luogo della sepoltura portando con sé una lettera e un fiore. Un gesto legato alla promessa fatta alla madre, che per tutta la vita avrebbe voluto avere un punto preciso nel quale ricordare suo padre.
Tina aveva conservato negli anni anche alcune testimonianze familiari, tra cui vecchi documenti e un medaglione con le fotografie di Ciro e dei suoi due figli. Quei pochi oggetti erano rimasti il collegamento materiale con una vicenda interrotta dalla guerra e mai chiarita fino alla recente verifica degli archivi.
Il generale Andrea Rispoli, alla guida dell'Ufficio per la Tutela della Cultura e della Memoria della Difesa, ha ricordato come dietro i nomi custoditi nei Sacrari esistano storie personali e familiari. La digitalizzazione dei registri dei Caduti consente oggi di confrontare più rapidamente le informazioni conservate nei diversi archivi.
Il 24 settembre il Sacrario di Redipuglia ospiterà anche la commemorazione di 32 militari italiani della Prima guerra mondiale i cui resti, tutti non identificati, erano stati rinvenuti nell'area di Vrtojba, in Slovenia. Le spoglie erano già state restituite all'Italia nel giugno 2026 e trasferite provvisoriamente a Cargnacco.
Dopo la cerimonia di Redipuglia, i 32 Caduti saranno tumulati nel Sacrario militare di Oslavia, lo stesso luogo nel quale la famiglia Caretti ha finalmente ritrovato, dopo più di un secolo, il punto in cui rendere omaggio al proprio congiunto.
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