Sebastiano e Pio Esposito in Nazionale, il sogno condiviso nato sul campetto di casa

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Sebastiano e Francesco Pio Esposito vivono insieme il ritiro con l’Italia, dopo un percorso iniziato da bambini e cresciuto nel vivaio dell’Inter. Tra ricordi, battute e consigli di Mancini, ora guardano alle quattro gare di Nations League.

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Per Sebastiano e Francesco Pio Esposito il nuovo raduno della Nazionale italiana ha un significato particolare. I due attaccanti si ritrovano nello stesso gruppo azzurro dopo essere cresciuti insieme, passando dalle partite da bambini al percorso nel settore giovanile dell’Inter fino al calcio professionistico.

La convocazione rappresenta soprattutto una novità per Sebastiano, chiamato per la prima volta nella Nazionale maggiore e inserito da Roberto Mancini nel gruppo scelto per l’avvio della Nations League. Francesco Pio aveva invece già fatto parte dell’Italia nei mesi precedenti. Ora i due fratelli possono condividere anche l’esperienza a Coverciano.

«Venire in Nazionale è strepitoso, ma farlo con il proprio fratello lo è ancora di più», ha raccontato Sebastiano. Francesco Pio ha invece guardato al calendario che attende gli Azzurri, con quattro partite concentrate in undici giorni. Il giovane attaccante ha parlato di una situazione nuova e della voglia di affrontare gare di alto livello con un gruppo che presenta numerosi volti nuovi.

Nel ritiro c’è già stato anche il primo confronto con Mancini. Sebastiano ha spiegato che il commissario tecnico ha invitato i giocatori a vivere pienamente l’esperienza, accompagnando il messaggio con indicazioni utili per il lavoro sul campo. L’Italia esordirà il 25 settembre contro il Belgio a Roma, poi affronterà due volte la Turchia e la Francia.

Fuori dal terreno di gioco resta la complicità costruita in famiglia. Sebastiano scherza sugli errori sotto porta del fratello, mentre Francesco Pio ricorda che da bambino aveva iniziato addirittura tra i pali prima di cambiare ruolo. Battute che accompagnano un rapporto nato molto prima delle rispettive carriere.

Tra i ricordi conservati dai due c’è anche il campetto Cicerone, uno dei luoghi legati ai primi anni trascorsi con il pallone. Prima di raggiungere il ritiro azzurro, i fratelli vi sono tornati insieme, riportando alla memoria gli inizi di un percorso che oggi li ha condotti nello stesso spogliatoio della Nazionale.

Adesso l’attenzione è tutta sugli impegni internazionali. L’emozione, hanno spiegato, non manca, ma entrambi contano anche su quella dose di incoscienza che li ha accompagnati fin da giovani e che potrà aiutarli ad affrontare senza eccessivi timori una nuova tappa della loro carriera.

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