Ultimo al cinema dopo Tor Vergata, Cecchetto spiega perché divide le generazioni
A 30 anni Ultimo porta al cinema il concerto da 250mila spettatori di Tor Vergata. Claudio Cecchetto legge il suo successo come un fenomeno generazionale, legato alla tradizione cantautorale romana e a un rapporto diretto con il pubblico.
Il 4 luglio 2026 Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, ha riunito 250mila spettatori a Tor Vergata, a Roma. Quel concerto arriva sul grande schermo dal 22 settembre con “Ultimo - Tutto. Live a Tor Vergata”, film evento che ripercorre la serata e alcuni momenti dietro le quinte.
Il risultato raggiunto a soli 30 anni conferma una popolarità costruita nel tempo, ma accompagnata anche da giudizi molto diversi sul suo stile e sul suo modo di presentarsi. Claudio Cecchetto prova a leggere questa distanza soprattutto in chiave generazionale. In un’intervista a Settinamale Chi, il produttore e talent scout accosta il fenomeno Ultimo a quello vissuto in passato da Claudio Baglioni.
Secondo Cecchetto, il cantautore romano appartiene pienamente alla tradizione della canzone d’autore della Capitale. La sua musica, lontana dai codici più tipici della trap e di parte del rap contemporaneo, poggia inoltre su una formazione musicale iniziata da bambino con il pianoforte e sulla capacità di trasformare esperienze e sentimenti in canzoni.
Nel percorso di Ultimo non sono mancati riferimenti e collaborazioni importanti. Tra i suoi modelli figurano Antonello Venditti e Lucio Dalla, mentre Fabrizio Moro è anche un amico ed è salito con lui sul palco di Tor Vergata. Nel corso degli anni ha inoltre duettato con Eros Ramazzotti ed Ed Sheeran.
Cecchetto ricorda di aver intuito presto le possibilità del cantante. Prima del Festival di Sanremo 2018, poi vinto da Ultimo nella categoria Nuove Proposte, lo aveva indicato come un artista già pronto per risultati importanti. A differenza di altri talenti scoperti dallo stesso produttore quando erano ancora poco considerati, Moriconi gli era apparso subito consapevole delle proprie capacità.
Quella sicurezza è diventata uno dei tratti più riconoscibili della sua immagine pubblica. Ultimo ha creato presto una propria etichetta e ha sempre mostrato grande fiducia nella direzione scelta, anche nei momenti più discussi, come dopo il secondo posto ottenuto a Sanremo 2019 alle spalle di Mahmood.
Per Cecchetto, però, il punto decisivo resta la capacità di intercettare emozioni condivise da molti giovani. Nei suoi brani convivono fragilità, inquietudini e desideri raccontati con una scrittura immediata e una forte identità musicale. È proprio questo rapporto con il pubblico, più che l’unanimità dei giudizi, ad aver sostenuto la crescita del cantautore fino al concerto di Tor Vergata.
Il produttore riconosce anche la distanza rispetto ai propri gusti personali, più vicini alla musica da discoteca, ma apprezza Ultimo soprattutto quando gli arrangiamenti acquistano maggiore energia. La sua lettura rimane netta: il successo nasce dall’incontro tra preparazione musicale, osservazione dei sentimenti della propria generazione e una sicurezza artistica mostrata fin dagli inizi.
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