Baldissero d'Alba, 13 colpi dal balcone: al vaglio la distanza e la fuga dei ladri
A Baldissero d’Alba gli investigatori ricostruiscono gli spari contro una banda in fuga. Roberto Mollo avrebbe esploso 13 colpi dal balcone, mentre Gjovalin Lazri sarebbe stato raggiunto a una distanza stimata tra 30 e 40 metri.
La distanza tra il balcone della cascina e il punto in cui Gjovalin Lazri sarebbe stato raggiunto dai proiettili è uno degli elementi su cui si concentrano gli accertamenti. Secondo l’ipotesi investigativa, ancora da verificare con gli esami tecnici, il trentaseienne sarebbe stato colpito mentre si allontanava insieme agli altri componenti della banda, a circa 30-40 metri dall’abitazione.
Per la morte di Lazri è indagato per omicidio volontario Roberto Mollo, autotrasportatore di 35 anni e proprietario della cascina in ristrutturazione a Baldissero d’Alba, in provincia di Cuneo. Sul corpo della vittima sono state riscontrate due ferite nella zona compresa tra il collo e una spalla. L’autopsia e gli accertamenti balistici dovranno stabilire con maggiore precisione traiettorie, distanza e dinamica degli spari.
Mollo, preoccupato per possibili furti del materiale utilizzato nei lavori, da alcuni giorni dormiva nella casa. Nella notte tra sabato 19 e domenica 20 settembre avrebbe sentito rumori provenire dall’esterno e il tentativo di forzare una porta. Affacciatosi dal balcone al primo piano, avrebbe iniziato a gridare, provocando la fuga degli intrusi.
È in quella fase che, secondo la ricostruzione al vaglio degli investigatori, il camionista avrebbe impugnato una Beretta calibro 9 e sparato 13 dei 15 colpi contenuti nel caricatore. I componenti della banda avevano con sé alcune torce e l’uomo avrebbe fatto fuoco in direzione dei fasci di luce visibili nel buio.
La difesa sostiene invece che Mollo si trovasse in uno stato di forte paura e che non avesse intenzione di colpire qualcuno. Il suo avvocato, Pier Mario Morra, ha riferito che il trentacinquenne avrebbe sparato in aria e ha ricordato che fu lo stesso proprietario della cascina a chiedere l’intervento dei soccorsi.
Le verifiche tecniche saranno quindi decisive per chiarire se Lazri fosse già in fuga al momento in cui venne raggiunto e da quale posizione siano partiti i colpi. La ricostruzione resta ancora oggetto dell’indagine e dovrà essere confrontata con gli esiti dell’autopsia e della perizia sull’arma sequestrata.
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