Vannacci replica a Tajani, battuta sulla gonna e attacco agli aiuti all'Ucraina
Roberto Vannacci interviene sulle polemiche nate dalle parole di Antonio Tajani con una battuta sulle donne e rilancia le sue posizioni su scuola, Ucraina e legge elettorale, contestando aiuti a Kiev e nuove regole sul voto.
Roberto Vannacci torna a intervenire su alcuni dei temi che stanno animando il confronto politico, dalla scuola al sostegno italiano all’Ucraina fino alla legge elettorale. Ospite di Start, su Sky TG24, il leader di Futuro Nazionale ha commentato anche le recenti parole del vicepremier Antonio Tajani sulle donne.
Tajani aveva consigliato, durante un intervento pubblico a Formello, di preferire una donna «meno appariscente» ma più «affidabile» e «seria», dichiarazioni per le quali ha successivamente precisato di non avere voluto offendere le donne. Vannacci ha risposto con una battuta: «Tra una donna con la gonna lunga e una donna con la gonna corta, io una donna la preferisco sempre senza gonna».
L’ex generale ha poi affrontato il tema della scuola, richiamando le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sull’istituzione scolastica aperta a tutti e sulla necessità di evitare barriere e ghetti. Secondo Vannacci, quei principi non impedirebbero di organizzare diversamente le classi. Ha quindi ribadito la propria posizione favorevole a un limite alla presenza di studenti stranieri nelle singole aule e alle restrizioni sull’uso di burqa e niqab negli istituti.
Sugli studenti con disabilità, Vannacci ha difeso l’ipotesi di percorsi o classi con caratteristiche separate, sostenendo che in alcuni casi sarebbe necessario un supporto dedicato. Ha affermato che alcune famiglie condividerebbero questa impostazione e ha citato Genova come esempio, aggiungendo che, a suo giudizio, la sola socializzazione non garantisce automaticamente l’aiuto di cui ogni studente può avere bisogno.
Un altro passaggio dell’intervista ha riguardato l’Ucraina. Vannacci ha inizialmente quantificato in 4-5 miliardi di euro i contributi diretti italiani, correggendo poi la cifra a 3,5 miliardi. Ha sostenuto che quelle risorse potrebbero essere destinate alle famiglie, al costo dell’energia e alle piccole e medie imprese italiane. I dati pubblici distinguono però tra assistenza civile bilaterale, aiuti militari e contributi versati attraverso gli strumenti europei.
Nello stesso intervento Vannacci ha affermato che parte degli aiuti destinati all’Ucraina sarebbe finita in episodi di corruzione, citando «cessi d’oro» e «serate con prostitute». Si tratta di accuse formulate dal leader di Futuro Nazionale, che nell’intervista non ha indicato elementi specifici in grado di ricondurre direttamente a quei casi le risorse stanziate dall’Italia.
Infine, il leader di Futuro Nazionale ha confermato la contrarietà del suo partito alla proposta di legge elettorale in discussione. Ha contestato il sistema delle preferenze e, richiamando una rilevazione di YouTrend, ha sostenuto che la grande maggioranza degli eletti sarebbe di fatto indicata dalle segreterie dei partiti. «Questa legge non ci piace e non la voteremo», ha ribadito, affermando inoltre di considerarla penalizzante per la propria formazione politica.
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