Figli, crescere fino a 18 anni costa 162mila euro: spesa su del 16% in tre anni
Crescere un figlio in Italia richiede oggi una spesa media di circa 162mila euro fino ai 18 anni, oltre 9mila l’anno. In tre anni il costo è salito del 16%, più delle retribuzioni, con l’adolescenza come fase più onerosa.
Il bilancio necessario per accompagnare un figlio dalla nascita alla maggiore età continua a salire. Le nuove stime indicano una spesa complessiva media di circa 162.000 euro, con valori che possono oscillare tra 112.000 e 212.000 euro a seconda delle esigenze, delle disponibilità economiche e delle scelte della famiglia.
In media si tratta di oltre 9.000 euro all’anno. Rispetto alla rilevazione del 2025, quando la cifra si attestava intorno a 156.000 euro, l’aumento è di circa 6.000 euro, pari al 4%. Tradotto sul bilancio annuale, significa sostenere circa 350 euro in più per ogni figlio.
Il confronto con il 2022 mostra una crescita ancora più evidente. In tre anni il costo medio è passato da circa 139.500 a 162.000 euro, con un incremento del 16%. Nello stesso periodo le retribuzioni contrattuali sono aumentate del 12%, un ritmo inferiore rispetto a quello delle spese legate alla crescita dei figli.
Gli esborsi iniziano già prima della nascita. Tra visite, ecografie, corso preparto, spese per il parto e acquisti destinati al neonato, la stima media arriva a circa 4.100 euro. Dopo la nascita, però, il peso economico cambia sensibilmente con l’età e non segue un andamento regolare.
Nei primi tre anni di vita la spesa media complessiva è di circa 19.500 euro, pari a 4.900 euro all’anno. A incidere maggiormente sono i prodotti per la prima infanzia, il nido o la babysitter e gli acquisti essenziali come passeggino, culla e altri accessori.
Tra i 4 e i 5 anni il costo sale a circa 20.800 euro, con un aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente. L’ingresso nella scuola dell’infanzia introduce nuove voci di spesa, dalla mensa al materiale didattico, fino all’abbigliamento e alle prime attività extrascolastiche.
Nella fascia tra 6 e 8 anni la spesa media raggiunge 24.900 euro, in crescita del 2,8%. A pesare maggiormente sono trasporti, mensa scolastica, doposcuola, sport e attività culturali. Tra 9 e 11 anni il conto arriva invece a circa 21.000 euro, con un incremento del 6%.
La crescita più marcata si registra tra i 12 e i 14 anni, quando la spesa raggiunge 22.000 euro e aumenta del 7%. È la variazione percentuale più elevata tra le diverse fasce considerate e coincide con l’ampliamento delle esigenze tipiche dell’adolescenza.
Il livello massimo si concentra però tra i 15 e i 18 anni. In questa fase la spesa complessiva arriva a 49.700 euro, oltre 12.400 euro l’anno, con un incremento del 5%. Sul bilancio incidono soprattutto alimentazione, istruzione, tecnologia, sport, corsi di lingua, paghetta e le maggiori esigenze legate all’autonomia dei ragazzi.
Non tutte le voci aumentano allo stesso ritmo. I rincari più consistenti riguardano i servizi in abbonamento, per i quali la spesa complessiva viene stimata in 5.814 euro, con un aumento del 32,3%. Il dato risente anche dell’ampliamento del paniere, che comprende ora servizi legati all’intelligenza artificiale.
Anche la tecnologia registra un incremento significativo. Tablet, smartphone, computer, laptop e console comportano una spesa complessiva di circa 3.095 euro, in crescita del 25,5%. Seguono la mensa scolastica, che sale del 7,6% fino a 5.105 euro, e i campi estivi, con un aumento del 6,3% e una spesa stimata in 1.683 euro.
Le voci che incidono maggiormente in valore assoluto crescono invece a ritmi più contenuti. La babysitter arriva a 19.668 euro complessivi, con un aumento del 2,3%, l’alimentazione a 36.114 euro, in crescita dell’1,2%, mentre le attività sportive raggiungono 9.510 euro, con un incremento del 2%.
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