Legge 104, tre giorni complessivi tra i familiari: cosa succede se si supera il limite

Notizia in breve

I permessi della Legge 104 per assistere la stessa persona con disabilità grave restano tre al mese complessivi, anche se autorizzati a più familiari. Se il limite viene superato, l’Inps può recuperare le somme fruite indebitamente.

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Più familiari possono utilizzare i permessi previsti dalla Legge 104 per assistere la stessa persona con disabilità grave, ma il numero delle giornate disponibili non aumenta. Il limite resta fissato a tre giorni complessivi al mese e deve essere condiviso tra tutti i lavoratori autorizzati.

La disciplina deriva dall’articolo 33 della legge 104/1992. I lavoratori dipendenti che assistono una persona con disabilità grave non ricoverata a tempo pieno possono beneficiare di tre giorni mensili di permesso retribuito, coperti da contribuzione figurativa e utilizzabili anche in forma frazionata secondo le regole previste.

Dal 13 agosto 2022 è stato eliminato il principio del cosiddetto referente unico dell’assistenza. Di conseguenza, l’agevolazione può essere riconosciuta a più persone aventi diritto per lo stesso assistito, tra cui genitori, anche adottivi o affidatari, coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto e, nei casi previsti, parenti o affini.

La possibilità di autorizzare più lavoratori non comporta però l’attribuzione di tre giornate a ciascuno. I permessi devono essere utilizzati alternativamente e il tetto mensile resta riferito alla persona con disabilità assistita. I familiari devono quindi coordinarsi per evitare che la somma delle assenze superi il limite consentito.

Se, per esempio, un lavoratore utilizza due giornate nel corso del mese e un secondo familiare utilizza la terza, il plafond risulta esaurito. Un'ulteriore giornata richiesta successivamente per assistere la stessa persona eccede il limite mensile e può determinare il recupero dell’importo corrispondente al permesso fruito senza diritto.

Il recupero riguarda il lavoratore che ha utilizzato giornate o ore dopo l’esaurimento del beneficio. L’autorizzazione concessa a più familiari, infatti, consente loro di alternarsi nell’assistenza ma non elimina la necessità di verificare quanti permessi siano già stati utilizzati nel corso dello stesso mese.

Una situazione diversa si verifica quando due lavoratori autorizzati utilizzano contemporaneamente il permesso per assistere la stessa persona. La fruizione deve avvenire in via alternativa e non può sovrapporsi nelle medesime giornate o nelle stesse ore.

Quando la sovrapposizione rende impossibile individuare quale lavoratore abbia utilizzato per primo il beneficio, l’indebito viene ripartito tra i soggetti coinvolti. Se due familiari risultano assenti contemporaneamente per l’intera giornata, il recupero viene quindi attribuito a ciascuno per la propria quota, tenendo conto anche del rispettivo orario di lavoro.

Per evitare contestazioni e successive richieste di restituzione, chi condivide l’assistenza deve conoscere le giornate e le ore già utilizzate dagli altri familiari autorizzati. La presenza di più beneficiari modifica dunque chi può utilizzare i permessi, ma non il limite complessivo previsto per la stessa persona assistita.

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