Ucraina, Vauro contesta Diego Bianchi sul paragone con i partigiani italiani
Vauro Senesi contesta il paragone tra Ucraina e Resistenza proposto da Diego Bianchi e, in un video sui social, critica gli aiuti a Kiev e la mobilitazione militare, ponendo una serie di domande sulle differenze con i partigiani italiani.
Il paragone tra la resistenza Ucraina all'invasione russa e quella dei partigiani italiani divide Diego Bianchi e Vauro Senesi. Il vignettista ha affidato a un video pubblicato sui social la sua replica al conduttore di Propaganda Live, contestando l'accostamento e formulando una serie di domande sulle differenze tra le due esperienze storiche.
Bianchi aveva affrontato il tema parlando dell'Ucraina come di una storia di resistenza e ricordando che durante la lotta di Liberazione anche i partigiani italiani ricevettero armi dagli Alleati. Il suo intervento era arrivato nel dibattito seguito alle dichiarazioni di Virginia Libero, segretaria dei Giovani Democratici, che alla Festa dell'Unità di Reggio Emilia aveva detto che i giovani non sarebbero stati «i soldati delle vostre guerre» e che avrebbero organizzato i disertori.
Nel suo intervento Vauro si rivolge direttamente a Bianchi, ricordando la discussione nata dalle parole di Libero e dichiarandosi contrario all'idea che il conflitto ucraino possa essere assimilato alla Resistenza italiana. Il vignettista usa anche in tono polemico alcune definizioni rivolte in passato a chi assume posizioni critiche sugli aiuti militari a Kiev.
Una parte della replica riguarda il sostegno economico e militare ricevuto dall'Ucraina. Vauro mette a confronto gli aiuti destinati a Kiev con quelli ottenuti dai partigiani durante la Seconda guerra mondiale e formula accuse sulla gestione di parte delle risorse. Si tratta di affermazioni presentate dal vignettista nel suo video e non di elementi dimostrati nel contenuto da lui diffuso.
Vauro affronta poi il tema della mobilitazione militare ucraina, sostenendo che vi sarebbero uomini condotti al fronte contro la propria volontà. Anche su questo punto usa il paragone con i partigiani italiani, ricordando che la scelta di unirsi alle formazioni della Resistenza avveniva su base volontaria.
Il vignettista richiama infine la presenza, nelle forze ucraine, di reparti associati in passato a simbologie dell'estrema destra, utilizzando anche questo elemento per respingere l'accostamento proposto da Bianchi. Chiude il suo intervento sostenendo che le differenze tra la situazione ucraina e la Resistenza italiana rendano improprio il parallelismo.
La discussione nasce da un confronto più ampio sulla guerra e sul sostegno all'Ucraina. Virginia Libero, dopo le polemiche sulla frase pronunciata a Reggio Emilia, ha precisato che il riferimento alla diserzione non riguardava direttamente Kiev e ha ribadito la propria condanna dell'invasione russa.
È già iniziata la character assassination di Diego Bianchi.
— Elisa Mosini ???????? (@MosiniElisa) September 18, 2026
Reo di aver detto una verità: difendersi da un’invasione militare non significa essere guerrafondai
Difendere la propria casa, la propria terra e il proprio popolo dall’invasore è sacrosantopic.twitter.com/d7Sx3S1BUC
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