Assegno unico settembre 2026, pagamenti il 21 e 22 e controlli Inps su 4mila DSU
L’Assegno unico di settembre 2026 sarà accreditato il 21 e 22 settembre ai nuclei senza variazioni. Intanto l’Inps avvia controlli su circa 4mila DSU con possibili incongruenze, con rischio di rideterminazione temporanea dell’importo.
Il pagamento dell’Assegno unico e universale relativo a settembre 2026 è previsto nelle giornate di lunedì 21 e martedì 22 per le famiglie che già percepiscono la prestazione e non hanno registrato variazioni rispetto al mese precedente. Per le nuove domande e per le posizioni interessate da modifiche o conguagli, l’accredito può invece arrivare nell’ultima parte del mese.
Accanto al calendario dei versamenti, l’Inps ha avviato una serie di verifiche sulle Dichiarazioni Sostitutive Uniche utilizzate per ottenere l’Isee corrente. I controlli riguardano alcune posizioni nelle quali il confronto tra i dati autocertificati e quelli presenti negli archivi dell’Istituto ha evidenziato possibili omissioni o incongruenze nei redditi dichiarati.
Le dichiarazioni interessate dagli approfondimenti sarebbero circa 4mila. I beneficiari coinvolti potranno ricevere una comunicazione individuale con le indicazioni necessarie per chiarire la propria posizione e, quando occorre, correggere i dati attraverso i servizi online dell’Inps, con l’assistenza di un CAF oppure rivolgendosi alle strutture territoriali dell’Istituto.
L’avvio della verifica non significa automaticamente che sia stata accertata una somma percepita senza averne diritto. Durante gli approfondimenti, tuttavia, l’importo dell’Assegno unico può essere temporaneamente rideterminato secondo le regole previste quando non è disponibile un Isee valido, con la possibile applicazione dell’importo minimo fino alla definizione della pratica.
Dal 2026 il calcolo dell’Assegno unico tiene conto anche del nuovo Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, applicato alle principali misure di sostegno. Per i nuclei con figli sono previste maggiorazioni della scala di equivalenza pari a 0,10 con due figli, 0,25 con tre, 0,40 con quattro e 0,55 con almeno cinque figli.
È stata inoltre aumentata la franchigia relativa all’abitazione principale nel calcolo dell’indicatore. La soglia è fissata a 91.500 euro per la generalità dei nuclei e sale a 120.000 euro nei Comuni capoluogo delle città metropolitane, con un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.
Le regole dell’Assegno unico sono state ampliate anche sul fronte europeo. La prestazione può essere riconosciuta per i figli residenti in un altro Stato dell’Unione europea, purché risultino fiscalmente a carico secondo la normativa italiana. Per i lavoratori cittadini di altri Paesi Ue non residenti in Italia, il beneficio viene invece riconosciuto in proporzione alla durata effettiva dell’attività lavorativa svolta nel Paese.
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