Professoressa accoltellata a Roma, Valditara richiama i rischi di social e siti violenti

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A Roma un 13enne ha spruzzato spray urticante sul volto di una professoressa e l’ha ferita con un coltello. Valditara riferisce che il ragazzo era considerato tranquillo e ipotizza, da verificare, un’influenza di social e siti violenti.

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Professoressa accoltellata a Roma, Valditara richiama i rischi di social e siti violenti
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Un’aggressione avvenuta nella mattinata del 18 settembre all’istituto Giovanni Verga di Roma ha coinvolto uno studente di 13 anni e una professoressa. Il ragazzo avrebbe prima spruzzato dello spray urticante sul volto dell’insegnante e poi l’avrebbe ferita con un coltello. La docente, soccorsa e trasportata in ospedale, non risulta in pericolo di vita.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha contattato la dirigente scolastica Wanda Giacomini per esprimere vicinanza alla professoressa e alla comunità dell’istituto. Secondo le informazioni raccolte finora, il tredicenne era considerato un ragazzo tranquillo e non avrebbe manifestato in precedenza particolari problemi.

Gli accertamenti riguardano anche il telefono utilizzato dal giovane durante l’aggressione. Il ragazzo avrebbe infatti tentato di riprendere quanto stava accadendo mentre era impegnato in una videochiamata. Il cellulare è stato sequestrato e gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica e le circostanze che hanno preceduto il gesto.

Valditara ha riferito che, sulla base di elementi ancora da confermare, viene valutata anche la possibile influenza di social network e siti con contenuti violenti frequentati dal ragazzo negli ultimi tempi. Si tratta al momento di un’ipotesi che dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti sul dispositivo e sulle attività online del minore.

Il ministro ha inoltre richiamato il tema della protezione dei ragazzi nell’accesso alle piattaforme digitali, sostenendo la necessità di limitare ai minori di 15 anni l’ingresso nei social e nei canali considerati pericolosi. In questo quadro ha citato le iniziative europee rivolte alla tutela dei più giovani in rete.

Valditara ha infine collegato il caso alla necessità di rafforzare nelle scuole il rispetto dei docenti, delle regole e delle responsabilità individuali. Sul piano investigativo, invece, restano da chiarire le motivazioni dell’aggressione e l’eventuale collegamento tra il gesto, la videochiamata e i contenuti consultati dal tredicenne.

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