M5S, la causa Grillo sul simbolo non obbligherebbe Conte alla raccolta firme
La causa di Beppe Grillo sul nome e sul simbolo del M5S non dovrebbe obbligare Giuseppe Conte a raccogliere firme con la nuova legge elettorale. Il gruppo parlamentare già costituito resterebbe infatti esentato dall'obbligo.
La battaglia giudiziaria tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte per il nome e il simbolo del Movimento 5 Stelle potrebbe incidere sull'identità con cui il partito si presenterà in futuro, ma non dovrebbe creare ostacoli sul fronte della raccolta delle firme prevista dalla nuova legge elettorale.
Il punto decisivo riguarda la presenza parlamentare del M5S. Il Movimento guidato da Conte ha infatti costituito gruppi sia alla Camera sia al Senato dopo le elezioni politiche del 2022. Questa condizione, secondo l'impostazione della riforma elettorale in discussione, consentirebbe alla formazione di beneficiare dell'esenzione dalla raccolta delle sottoscrizioni necessarie per presentare le liste.
La controversia promossa da Grillo riguarda invece la titolarità e l'utilizzo dei segni distintivi del Movimento. La prima udienza è stata rinviata e i tempi del procedimento rendono incerto l'arrivo di una decisione definitiva prima della conclusione della legislatura.
Qualora Grillo ottenesse una sentenza favorevole in tempo utile, la conseguenza principale potrebbe quindi riguardare il contrassegno elettorale. Il gruppo parlamentare riconducibile a Conte potrebbe dover valutare l'impiego di un simbolo differente per evitare contestazioni, senza però perdere automaticamente il beneficio collegato alla sua presenza nelle Camere.
Gabriele Maestri, esperto di simboli politici, ha spiegato che un'eventuale decisione favorevole a Grillo potrebbe produrre effetti sull'uso futuro del nome e del simbolo, ma non cancellerebbe il risultato delle elezioni del 2022 né l'esistenza dei gruppi parlamentari costituiti dal M5S.
Sulla stessa linea Alfonso Colucci, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Affari costituzionali alla Camera, secondo il quale la formazione guidata da Conte continuerebbe a rientrare tra quelle esentate dalle firme proprio perché già rappresentata attraverso un gruppo parlamentare.
Resta dunque aperto il confronto giudiziario sulla disponibilità del simbolo storico del Movimento 5 Stelle. Sul piano elettorale, invece, l'eventuale perdita del contrassegno non comporterebbe necessariamente per Conte l'obbligo di affrontare la raccolta firme prevista per le nuove formazioni politiche.
Notizie correlate
Beppe Grillo pronto a fare causa a Giuseppe Conte per riavere simbolo e nome del M5s
M5S, Toninelli: Grillo riprenderà il simbolo, Conte dovrà creare un nuovo partito