Padri separati, diritti e doveri: il diritto di un padre e di un figlio

Filippo Marra
Padri separati, diritti e doveri: il diritto di un padre e di un figlio
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Separarsi non significa smettere di essere genitori. Ma quando il conflitto tra ex coniugi finisce per compromettere il rapporto tra un padre e i propri figli, a essere coinvolto non è soltanto un diritto individuale, ma un legame fondamentale per la crescita e l'equilibrio dei minori.

Sul tema interviene Filippo Marra, presidente dell’Osservatorio dei diritti dei padri separati, con una lettera aperta rivolta ai padri che, dopo una separazione o un divorzio, incontrano difficoltà nell'esercizio della propria genitorialità.

L'obiettivo è richiamare l'attenzione sulla necessità di conoscere e far valere i propri diritti, senza dimenticare i propri doveri, affinché i conflitti degli adulti non finiscano per compromettere il rapporto dei figli con uno dei loro genitori.

Padri separati, diritti e doveri dopo la separazione

«Cari padri separati, fate valere i vostri diritti. Chiedete senza remore, perché nessuno avrà remore nei vostri confronti. Ma fatelo dopo esservi accertati di avere ottemperato ai doveri previsti dai provvedimenti emessi dal Tribunale».

È questo il messaggio centrale della lettera di Filippo Marra. Separazione e divorzio possono infatti aprire scenari dolorosi e complessi, soprattutto quando il rapporto tra gli ex coniugi rimane caratterizzato da un forte conflitto.

Tra le situazioni più delicate rientra quella in cui uno dei genitori ostacola il rapporto dei figli con l'altro genitore. In presenza dei presupposti previsti dalla legge, simili comportamenti possono avere conseguenze anche sul piano dell'affidamento e del risarcimento del danno non patrimoniale.

Diritto di visita e rapporto tra padre e figlio

Uno degli aspetti più delicati per molti padri separati riguarda la possibilità di mantenere una relazione continuativa e significativa con i propri figli.

La regola generale dell'affidamento condiviso prevede che entrambi i genitori conservino diritti e doveri nei confronti dei figli anche quando questi vivono prevalentemente con uno dei due.

Tale principio, tuttavia, non è assoluto: qualora l'affidamento condiviso risulti pregiudizievole per il minore, il giudice può adottare provvedimenti differenti, valutando sempre e prioritariamente l'interesse del figlio.

Quando viene ostacolato il rapporto con l'altro genitore

L'ostacolo ingiustificato agli incontri tra un figlio e l'altro genitore può assumere forme differenti.

In alcuni casi può trattarsi della mancata osservanza degli accordi o dei provvedimenti giudiziari relativi agli incontri. In altri, la situazione può essere più complessa e coinvolgere dinamiche familiari e psicologiche che finiscono per incidere sul rapporto tra il minore e uno dei genitori.

La giurisprudenza ha affrontato nel tempo situazioni nelle quali il comportamento di un genitore è stato ritenuto idoneo a compromettere la relazione dei figli con l'altro.

In presenza dei necessari presupposti, il giudice può quindi valutare anche soluzioni diverse dall'affidamento condiviso, arrivando, nei casi previsti, all'affidamento esclusivo.

Il criterio fondamentale resta comunque uno: l'interesse del minore.

Padri separati e risarcimento del danno non patrimoniale

Il tema non riguarda soltanto l'affidamento e il diritto di visita. La giurisprudenza ha preso in considerazione anche il possibile danno subito dal genitore ingiustamente allontanato dai propri figli.

Si tratta di una forma di sofferenza che, proprio per la sua natura, non è facilmente quantificabile in termini economici e che può essere oggetto di valutazione giudiziale anche in via equitativa.

In questo contesto si inserisce una vicenda nella quale una madre è stata condannata al pagamento di 10mila euro a titolo di risarcimento per avere ostacolato i rapporti tra padre e figlio. L'uomo aveva ritenuto insufficiente la somma riconosciuta.

La donna aveva presentato una denuncia nei confronti del marito per presunti abusi ai danni del figlio, procedimento che era stato successivamente archiviato. Sul piano civile, la vicenda ha portato a valutare il comportamento della madre rispetto al rapporto tra il padre e il minore e le conseguenze sulla genitorialità.

Il principio della centralità dell'interesse del minore

Ogni vicenda familiare presenta caratteristiche proprie e deve essere valutata sulla base delle circostanze concrete.

Per questo, sottolinea Marra, il tema dei padri separati non può essere affrontato esclusivamente come una contrapposizione tra madre e padre. Al centro deve rimanere il benessere del figlio.

Quando il conflitto tra gli adulti coinvolge direttamente i minori, il rischio è infatti quello di trasformare il bambino nel terreno di scontro tra i genitori.

L'interesse del minore deve quindi rappresentare il criterio fondamentale nelle decisioni relative all'affidamento, alla frequentazione dei genitori e alla tutela della relazione familiare.

I tanti casi di ostacolo al diritto di visita

Sono numerosi i padri separati che riferiscono di avere incontrato difficoltà nel mantenere un rapporto continuativo con i propri figli dopo la fine della relazione.

Le situazioni possono essere molto diverse tra loro. In alcuni casi vengono denunciati ostacoli diretti agli incontri; in altri emergono dinamiche familiari e psicologiche più articolate, nelle quali i figli possono finire coinvolti nel conflitto tra i genitori.

Sono situazioni che richiedono particolare attenzione da parte degli organi competenti e, quando necessario, l'utilizzo degli strumenti tecnici previsti dall'ordinamento.

Nessun figlio dovrebbe diventare il terreno sul quale gli adulti combattono le proprie battaglie.

L'appello di Filippo Marra ai padri separati

La lettera di Filippo Marra si conclude con un invito rivolto direttamente ai padri separati: rispettare i propri doveri e, allo stesso tempo, far valere i propri diritti.

«Non abbiate timore di chiedere che venga rispettato il vostro ruolo nella vita dei vostri figli. Essere separati dalla propria compagna o dal proprio coniuge non significa essere separati dai propri figli».

Un principio che riassume il senso dell'intervento: il rapporto tra un padre e un figlio non dovrebbe essere cancellato dalla fine di una relazione di coppia.

Perché, come conclude Filippo Marra, presidente dell'Osservatorio dei diritti dei padri separati:

«Il diritto di un padre a essere presente è, prima ancora, il diritto di un figlio a non perdere suo padre».

Filippo Marra Presidente dell’Osservatorio dei diritti dei padri separati

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