Pooh, 60 anni tra successi e addii: Fogli chiarisce l'uscita e Facchinetti guarda al futuro

Notizia in breve

I Pooh celebrano 60 anni di carriera tra oltre 400 canzoni, circa 3mila concerti e ricordi privati. Facchinetti, Battaglia, Canzian e Fogli raccontano successi, critiche, addii, Sanremo e una storia che non vogliono ancora chiudere.

Pooh
Pooh, 60 anni tra successi e addii: Fogli chiarisce l'uscita e Facchinetti guarda al futuro
Ricevi le notizie di Zazoom.it su GoogleTutte le news direttamente su Google.
Segui

Sessant’anni di musica, più di 400 brani incisi e migliaia di concerti raccontano soltanto una parte della storia dei Pooh. Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli hanno ripercorso anche gli aspetti meno conosciuti della vita del gruppo, dagli anni dei lunghi tour alle critiche ricevute, fino ai rapporti personali che hanno accompagnato una carriera iniziata nel 1966.

Nel ricordo dei musicisti c’è spazio anche per la vita lontano dal palco. Canzian descrive un ambiente segnato dal rock, dai viaggi e dalle relazioni sentimentali, mentre esclude l’uso abituale di droghe. Il bassista rivendica inoltre una componente rock che, a suo giudizio, sarebbe stata spesso trascurata perché il grande successo popolare aveva finito per condizionare il giudizio della critica.

Proprio il rapporto con i critici è uno dei temi rimasti più vivi. Per anni i Pooh furono descritti come un gruppo soprattutto romantico e poco interessato agli argomenti sociali. Battaglia respinge questa lettura ricordando canzoni dedicate a questioni delicate, da “Brennero 66” a “Pierre”, fino a “Uomini soli” e ad altri brani ispirati a episodi storici e drammi collettivi. Quelle contestazioni, secondo il chitarrista, spinsero comunque la band a cercare testi sempre più solidi senza perdere il contatto con il grande pubblico.

Riccardo Fogli torna invece sulla sua uscita dal gruppo, avvenuta nei primi anni Settanta e spesso collegata alla relazione con Patty Pravo. Il cantante ridimensiona questa interpretazione e spiega che la separazione maturò soprattutto tra tensioni e incomprensioni interne. Non racconta di aver vissuto con rancore il successo raggiunto successivamente dagli ex compagni, anche se ammette il rimpianto per ciò che avrebbe potuto condividere restando nella formazione. Il ritorno sarebbe arrivato molti anni dopo, con la reunion del 2016.

Gli inizi erano stati molto lontani dall’immagine della grande band affermata. Fogli ricorda i giorni in cui preparava da mangiare mentre Facchinetti e Valerio Negrini lavoravano alle nuove canzoni. Fu proprio Negrini a spingere il gruppo verso un repertorio originale, prendendo come riferimento le band che scrivevano autonomamente la propria musica.

Con il passare degli anni anche le famiglie entrarono nella vita in tournée. Mogli e figli viaggiavano spesso insieme ai musicisti e Francesco Facchinetti partecipò a uno dei tour quando aveva poche settimane. Proprio Francesco e Daniele Battaglia, figlio di Dodi, furono protagonisti di alcuni episodi diventati poi aneddoti di famiglia. In una circostanza spensero un generatore durante un concerto, interrompendo l’esecuzione di “Piccola Katy”. Anni dopo entrambi avrebbero assunto ruoli nella gestione professionale del gruppo.

Più dolorosa resta la memoria di Stefano D’Orazio. Il batterista lasciò i Pooh nel 2009 e morì nel 2020, sette anni dopo la scomparsa dello storico paroliere Valerio Negrini. Facchinetti conserva il rimorso di non aver fatto abbastanza per convincere D’Orazio a restare, mentre Battaglia ricorda che la decisione arrivò nonostante i tentativi del gruppo di trattenerlo. Dopo la sua morte i Pooh hanno scelto di continuare, spiegando di voler preservare la storia costruita insieme e il rapporto con il pubblico.

Tra i momenti più importanti resta la vittoria al Festival di Sanremo del 1990 con “Uomini soli”, nell’unica partecipazione dei Pooh in gara. La scelta del brano non era scontata, perché la casa discografica avrebbe preferito una proposta più immediata come “Donne italiane”. Fu invece il gruppo a puntare sulla canzone dedicata alla solitudine, presentata nella versione internazionale con Dee Dee Bridgewater. Il successo arrivò il 3 marzo 1990.

La reunion organizzata nel 2016 sembrava destinata a essere l’ultimo capitolo. Il rapporto con il pubblico ha però cambiato i programmi e negli anni successivi la band è tornata più volte dal vivo. Oggi i Pooh evitano di indicare una data definitiva per l’addio. Facchinetti, che ha superato gli ottant’anni, continua a parlare di progetti e nuovi traguardi e immagina perfino una festa per il centenario del gruppo. Per una storia cominciata sessant’anni fa, la parola fine può ancora aspettare.

?
Vuoi approfondire questa notizia?Condividila sui social o cerca aggiornamenti, video e discussioni correlate.

Notizie correlate

Sarah Toscano debutta al cinema e guarda al futuro tra musica e recitazione Sarah Toscano debutta al cinema con un film su una famiglia sorda dopo Amici e Sanremo 2025.

Tg5 compie 34 anni, Pier Silvio Berlusconi celebra la redazione e guarda al futuro europeo Il Tg5 celebra 34 anni dalla nascita con una visita a sorpresa di Pier Silvio Berlusconi, che ha ripercorso risultati, metodo di lavoro e sfide future del gruppo, tra informazione, territorio e ambizioni internazionali.

Cerca news, video e discussioni social in tutto il web su 'Pooh'