Zverev vince gli US Open, ma incorona Sinner: se sta bene è ancora un passo avanti
Alexander Zverev ha vinto gli US Open battendo Ben Shelton in quattro set e conquistando il secondo Slam della carriera. Il tedesco si considera oggi il più forte, ma ammette che Jannik Sinner, se al meglio, resta un passo avanti.
Alexander Zverev celebra il successo agli US Open senza nascondere la convinzione di attraversare il momento migliore della carriera. Il tedesco ha superato Ben Shelton nella finale di New York con il punteggio di 6-3, 7-6, 5-7, 6-2, conquistando il secondo titolo del Grande Slam dopo quello ottenuto al Roland Garros.
Il nuovo trionfo rafforza la posizione di Zverev ai vertici del tennis mondiale, ma il numero 2 del ranking continua a indicare Jannik Sinner come il riferimento quando l'azzurro è nelle migliori condizioni fisiche. Parlando del proprio rendimento attuale, il tedesco ha spiegato di potersi considerare probabilmente il giocatore più forte del momento, anche alla luce dell'infortunio di Sinner e del recente rientro di Carlos Alcaraz.
La valutazione cambia però quando il confronto riguarda i tre giocatori al massimo della forma. Zverev ha riconosciuto che, in quelle condizioni, Sinner conserva un vantaggio. Il tedesco ha ricordato anche le difficoltà incontrate nei confronti diretti più recenti con l'italiano, contro il quale ha perso le ultime dieci sfide.
Zverev ha inoltre descritto il proprio tennis come il risultato soprattutto del lavoro quotidiano. Non si considera il giocatore con più talento naturale del circuito e attribuisce gran parte dei progressi alle molte ore trascorse ad allenarsi, sia sul campo sia nella preparazione fisica.
La finale contro Shelton ha avuto anche un epilogo particolare. Dopo aver conquistato il punto del 6-2 nel quarto set, Zverev ha raccontato di non essersi reso immediatamente conto che la partita fosse terminata. Era convinto che il punteggio fosse ancora 5-1 e proprio questo errore gli avrebbe permesso di affrontare gli ultimi scambi senza avvertire la tensione tipica del momento decisivo.
La concentrazione era tale che il tedesco ha spiegato di non aver quasi percepito il rumore del pubblico dell'Arthur Ashe Stadium e di non aver prestato attenzione neppure all'annuncio conclusivo dell'arbitro. Solo pochi istanti dopo ha realizzato di aver conquistato il titolo a New York, aggiungendo un altro Slam alla stagione più importante della sua carriera.
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