Ucraina, Conte chiude alle armi e Schlein conferma il sostegno a Kiev

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Giuseppe Conte chiude a un programma comune che preveda nuove armi all’Ucraina, mentre Elly Schlein conferma il sostegno a Kiev e chiede più iniziativa diplomatica europea. Il nodo divide M5S e Pd nel confronto sul centrosinistra.

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La politica estera torna a mettere in evidenza una delle principali distanze tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico. Giuseppe Conte ha ribadito la contrarietà del M5S alla prosecuzione dell’invio di armi all’Ucraina, mentre Elly Schlein ha confermato la linea del Pd a favore del sostegno a Kiev, affiancandola alla richiesta di una maggiore iniziativa diplomatica europea.

Intervenendo alla festa de Il Fatto Quotidiano in Versilia, Conte ha indicato la questione ucraina come uno dei punti da chiarire prima della definizione di un eventuale programma comune del centrosinistra. Il presidente del M5S ha sostenuto che il Movimento non potrebbe aderire a una piattaforma politica che prevedesse la prosecuzione delle forniture militari a Kiev secondo la linea seguita dall’attuale governo.

Secondo Conte, continuare a inviare armamenti rischierebbe di alimentare ulteriormente l’escalation del conflitto. L’ex presidente del Consiglio ha quindi chiesto che la posizione sulla guerra venga definita prima di qualsiasi accordo politico, anche nell’ipotesi di una futura candidatura unitaria alla guida della coalizione.

Le dichiarazioni hanno provocato reazioni immediate nel Pd. Il senatore Filippo Sensi ha contestato duramente la ricostruzione proposta dal leader pentastellato, ribadendo che il sostegno all’Ucraina deve proseguire di fronte all’aggressione russa. Critiche sono arrivate anche dalla deputata Lia Quartapelle, che ha accusato Conte di mettere a rischio l’unità della coalizione insistendo su una linea incompatibile con quella sostenuta da una parte del centrosinistra.

Piero Fassino ha invece posto l’accento sulle condizioni di un eventuale accordo di pace, chiedendo quale debba essere la risposta alle richieste territoriali avanzate da Mosca. Per l’esponente dem, il nodo riguarda la possibilità che una soluzione negoziale finisca per imporre all’Ucraina la perdita di una parte del proprio territorio.

In serata Schlein è tornata sul tema dal palco della Festa dell’Unità. La segretaria del Pd ha confermato che il partito continuerà a sostenere il popolo ucraino contro l’offensiva russa, precisando nello stesso tempo che l’Unione europea dovrebbe rafforzare il proprio ruolo politico e diplomatico nella ricerca di una soluzione negoziata.

La leader dem ha indicato come obiettivo una pace che non coincida con la resa del Paese aggredito e ha sollecitato una presenza europea più forte nei negoziati. Schlein ha inoltre richiamato la necessità di garantire gli interessi di sicurezza dell’Ucraina e dell’Europa, sostenendo che l’Unione non possa affidare questo compito soltanto agli Stati Uniti.

La posizione della segretaria è stata condivisa da Lorenzo Guerini, che ha richiamato quattro punti della linea democratica: prosecuzione del sostegno a Kiev, ricerca di un negoziato, distinzione tra aggressore e aggredito e garanzie di sicurezza. Il confronto sull’Ucraina resta così uno dei nodi più complessi da affrontare nel percorso verso un possibile programma comune del centrosinistra.

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