Caterina Balivo, nessun ricordo prima dei 25 anni e il racconto sul pruning cerebrale
Caterina Balivo racconta di non conservare ricordi dei primi 25 anni della sua vita e attribuisce questi vuoti al pruning cerebrale. La conduttrice dice che sono i familiari, con foto e racconti, ad aiutarla a ricostruire il passato.
Caterina Balivo dice di non ricordare praticamente nulla della propria vita precedente ai 25 anni. La conduttrice ne ha parlato in un’intervista a Sette del Corriere della Sera, spiegando che spesso sono i familiari a ricostruire per lei episodi dell’infanzia e della giovinezza attraverso fotografie, racconti e piccoli dettagli.
Quando nella chat di famiglia compaiono immagini del passato, Balivo racconta di non riuscire spesso a collegarle a un ricordo preciso. A quel punto intervengono genitori e parenti, che ricompongono ciò che è accaduto aggiungendo particolari, colori e circostanze. Sua madre, ha riferito la conduttrice, scherza sul fatto che almeno abbia avuto un’infanzia serena, nonostante lei non riesca a ricordarla direttamente.
Balivo collega questi vuoti al cosiddetto pruning, termine inglese che significa “potatura”. In neurologia indica il processo fisiologico attraverso il quale, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza, il cervello riduce alcune connessioni sinaptiche e rafforza quelle maggiormente utilizzate, rendendo progressivamente più efficienti le reti neuronali.
Il pruning non è considerato una malattia, ma una normale fase della maturazione cerebrale. La ricerca studia da tempo il ruolo di questo meccanismo nello sviluppo del cervello e le possibili alterazioni dei processi di selezione delle connessioni in relazione ad alcuni disturbi neuropsichiatrici.
Nonostante l’assenza di molti ricordi, alcuni frammenti riaffiorano in determinate situazioni. Balivo ha spiegato che durante il lavoro in studio, soprattutto quando parla con ragazzi giovani dei loro sogni e delle loro esperienze, può capitare che tornino improvvisamente immagini della sua adolescenza o di momenti vissuti alla loro età.
Nella stessa intervista la conduttrice ha parlato anche della dislessia, raccontando le difficoltà incontrate durante gli anni scolastici. All’epoca, ha ricordato, il disturbo veniva diagnosticato molto meno frequentemente e le sue difficoltà erano spesso interpretate come mancanza di impegno.
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