Venezia 83, Russell Crowe presenta What Love Builds e Bechis torna in Argentina
Alla Mostra di Venezia Russell Crowe presenta oggi What Love Builds, racconto tra cinema e musica, mentre Marco Bechis porta in concorso Ritorno a Buenos Aires, con Adriano Giannini, sul trauma dei sopravvissuti alla dittatura argentina.
La decima giornata della Mostra del Cinema di Venezia mette insieme musica, memoria e storie personali. Al Lido arriva Russell Crowe con What Love Builds, film da lui diretto, scritto e interpretato, in programma nella sezione Venice Open – Fuori Concorso.
L'opera, della durata di 99 minuti, ripercorre il rapporto che Crowe ha costruito negli anni con la musica, intrecciandolo alla carriera cinematografica. Il racconto alterna riflessioni autobiografiche, brani composti dall'attore, materiali d'archivio e fotografie, seguendo un percorso che parte dalle prime esibizioni fino ai palcoscenici e al successo internazionale sul grande schermo.
Per Crowe musica e recitazione appartengono alla stessa dimensione creativa, ma seguono tempi molto diversi. Il cinema richiede una costruzione che può trovare il suo compimento molti mesi dopo le riprese, mentre un concerto vive nell'immediatezza dell'esecuzione e nel rapporto diretto con il pubblico.
La giornata porta inoltre in concorso l'ultimo dei cinque film italiani in corsa per il Leone d'oro, Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis. Il protagonista Mariano Guerra, interpretato da Adriano Giannini, rientra in Argentina nel 2008 dopo 33 anni trascorsi in Italia per testimoniare contro gli ex militari responsabili del suo sequestro e delle torture subite durante la dittatura.
Ospitato negli alloggi del Ministero della Giustizia insieme ad altri sopravvissuti, Mariano ritrova persone che hanno condiviso con lui la prigionia. L'attesa del processo e le deposizioni riaprono vicende rimaste sospese per decenni, costringendolo a fare i conti non soltanto con quanto accaduto, ma anche con il peso di essere sopravvissuto.
Bechis ha spiegato di essere tornato attraverso il film a una ferita che conosce direttamente, essendo stato lui stesso sequestrato durante la dittatura argentina. Il regista ha però precisato che Mariano non rappresenta il suo alter ego e che la scelta della finzione gli ha consentito di affrontare il rapporto tra memoria, passato e colpa del sopravvissuto senza trasformare il film in un racconto autobiografico.
Nel concorso di Venezia 83 figura anche Kami nour (A bit of light) di Ali Asgari. Il film segue un medico iraniano che, dopo l'arresto e la chiusura del proprio ambulatorio, perde ogni fiducia nel futuro. Durante una giornata trascorsa con la madre e i fratelli, la vicinanza della famiglia modifica progressivamente il suo rapporto con la vita.
Asgari costruisce il racconto attorno alla sofferenza quotidiana e ai legami che possono contrastare la disperazione, sullo sfondo delle difficoltà economiche, dell'incertezza politica e delle tensioni che segnano la vita contemporanea in Iran.
Completa il programma Nino – Un film su Nino Rota, documentario diretto da Walter Fasano e presentato fuori concorso. Con la voce narrante di Sting, il film ricostruisce la vita e l'opera del compositore italiano, dalle collaborazioni con Federico Fellini, Luchino Visconti e Franco Zeffirelli fino all'Oscar conquistato per Il Padrino – Parte II.
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