Ddl antisemitismo alla Camera il 2 ottobre, Pd diviso e polemica sulle bandiere di Hamas

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Il ddl sull’antisemitismo approvato dal Senato arriverà alla Camera il 2 ottobre, mentre nel Pd restano posizioni diverse sul voto. Il confronto si accende sull’uso della definizione IHRA e sulle bandiere di Hamas viste al presidio di Montecitorio.

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Ddl antisemitismo alla Camera il 2 ottobre, Pd diviso e polemica sulle bandiere di Hamas
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Il disegno di legge sul contrasto all’antisemitismo, già approvato dal Senato il 4 marzo, è atteso nell’Aula della Camera il 2 ottobre. Il provvedimento, presentato dal senatore della Lega Massimiliano Romeo insieme ad altri firmatari, sta alimentando un confronto acceso nelle opposizioni e soprattutto all’interno del Partito democratico.

Le distanze riguardano in particolare il richiamo alla definizione operativa di antisemitismo elaborata dall’International Holocaust Remembrance Alliance. Il testo approvato dal Senato adotta anche i relativi indicatori, precisando comunque che restano ferme la libertà di critica politica, di espressione, di riunione e di associazione garantite dalla Costituzione.

Nel Pd non si profila al momento una posizione completamente uniforme. Piero Fassino sostiene il provvedimento e auspica una larga convergenza parlamentare, mentre Laura Boldrini ha annunciato la propria contrarietà. La segretaria Elly Schlein potrebbe orientare il gruppo verso l’astensione, nel tentativo di trovare una sintesi tra le diverse sensibilità.

Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra si sono invece schierati contro il ddl. Secondo i critici, l’utilizzo degli indicatori IHRA potrebbe creare margini di ambiguità nell’interpretazione delle contestazioni rivolte alle politiche del governo israeliano e incidere sulla libertà di espressione.

La discussione politica si è intrecciata con il presidio organizzato davanti a Montecitorio contro il provvedimento, al quale hanno partecipato anche esponenti di M5s, Avs, Giovani democratici di Roma e la stessa Boldrini. Durante la manifestazione, tra numerose bandiere palestinesi, sono comparsi anche simboli riconducibili ad Hamas e Hezbollah.

La presenza di quelle bandiere ha provocato la reazione del centrodestra. Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, ha accusato Pd e M5s di non aver preso sufficientemente le distanze da una radicalizzazione delle proteste e ha chiesto a Schlein e Giuseppe Conte una condanna netta.

Anche Forza Italia è intervenuta sulla vicenda. Isabella De Monte ha criticato la partecipazione delle opposizioni al presidio e ha indicato nell’approvazione definitiva del ddl la risposta politica alla presenza delle bandiere di Hamas durante la manifestazione.

Boldrini ha condannato immediatamente quei simboli, osservando che la stessa piazza avrebbe preso le distanze dai pochi manifestanti che li esponevano. La deputata dem ha però confermato il proprio no alla legge, sostenendo che il testo possa creare problemi per la libertà di stampa e di espressione.

Una posizione opposta è quella di Fassino, secondo il quale il ddl non introduce nuove norme penali né sanzioni e non impedisce di criticare Israele. Il deputato dem ritiene invece che il provvedimento rafforzi gli strumenti educativi, culturali e istituzionali destinati a contrastare gli episodi di odio e discriminazione antiebraica.

Riccardo Ricciardi del Movimento 5 Stelle e Angelo Bonelli di Avs insistono invece sul rischio che la legge possa essere utilizzata contro le proteste relative alla guerra a Gaza, all’occupazione della Cisgiordania e alle scelte del governo israeliano. Entrambi distinguono la lotta all’antisemitismo dalla possibilità di contestare politicamente l’esecutivo di Israele.

Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha scelto una posizione intermedia. Pur condividendo l’obiettivo di contrastare l’antisemitismo, ha annunciato emendamenti per rendere il testo più preciso e garantire che le misure previste non possano tradursi in limitazioni ingiustificate per manifestazioni, attività universitarie o opinioni politiche.

L’iter parlamentare resta inoltre legato ai lavori della commissione Affari costituzionali della Camera, dove il ddl risulta in esame dal 4 agosto. L’avvio della discussione è stato rinviato mentre la commissione affronta anche altri provvedimenti, compresa una proposta della Lega sulla cittadinanza.

Sulla politica verso Israele e i territori palestinesi, invece, Pd, M5s e Avs mantengono una linea comune. I gruppi hanno chiesto la rapida calendarizzazione di una proposta che punta a vietare l’importazione e la pubblicità di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati.

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