Omero e il corpo umano, cosa raccontano davvero le parole dell'Iliade e dell'Odissea
Il dibattito sul casting di Elena nell’Odissea di Christopher Nolan riapre una questione più profonda: nei poemi omerici il corpo vivo non è descritto con il moderno concetto unitario, mentre sòma indica soprattutto il cadavere.
Le polemiche nate attorno alla scelta di Lupita Nyong’o per interpretare Elena nell’Odissea di Christopher Nolan hanno riportato sui social il tema della rappresentazione dei personaggi omerici. La discussione sul colore della pelle, però, rischia di sovrapporre categorie moderne a un mondo culturale molto diverso dal nostro.
Una riflessione rilanciata da illatooccultodellaletteratura su Instagram richiama infatti un aspetto centrale del linguaggio dei poemi attribuiti a Omero: il modo in cui viene descritto l’essere umano non coincide con l’idea moderna di un corpo concepito immediatamente come un’unità organica e astratta.
Nel greco omerico la parola sòma viene utilizzata soprattutto per indicare il corpo morto, il cadavere. Per descrivere una persona viva compaiono invece termini diversi, riferiti alla figura, alle membra o alle singole parti fisiche. Tra questi figurano mèle, legato alle membra, e gyîa, usato per arti e parti del corpo coinvolte nel movimento.
Ne deriva una rappresentazione fortemente concreta dell’uomo. Nei versi omerici gambe, braccia, mani, cuore e altre componenti fisiche o interiori intervengono continuamente nell’azione, contribuendo a descrivere forza, paura, decisioni e reazioni dei protagonisti.
Questo uso delle parole non significa però che gli uomini dell’età omerica fossero incapaci di percepirsi come individui o che mancassero di una nozione unitaria di sé. Interpretazioni di questo tipo, diffuse soprattutto negli studi del Novecento, sono state in seguito ridimensionate. Il dato linguistico resta comunque significativo perché mostra una diversa maniera di raccontare la persona.
Anche il confronto con l’arte greca successiva aiuta a cogliere la distanza. L’immagine del corpo armonico, proporzionato secondo rapporti matematici e rappresentato come un insieme perfettamente equilibrato appartiene soprattutto a fasi più tarde della cultura greca, come quella classica nella quale operò Policleto.
L’universo dell’Iliade e dell’Odissea precede quella concezione estetica e filosofica. Leggere Omero significa quindi entrare in un sistema di parole, immagini e categorie che non coincide automaticamente con quelle utilizzate oggi per discutere identità, aspetto fisico e rappresentazione dei personaggi antichi.
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