Buoni pasto 2026: cosa cambia e come confrontare i fornitori

Buoni pasto
Buoni pasto 2026: cosa cambia e come confrontare i fornitori
Ricevi le notizie di Zazoom.it su GoogleTutte le news direttamente su Google.
Segui

Il 2026 ha portato una novità che riguarda milioni di lavoratori dipendenti italiani: la soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici è salita da 8 a 10 euro al giorno. Una modifica che ha effetti concreti sia sulle buste paga sia sui bilanci delle aziende, e che sta spingendo molte imprese a rivedere il proprio piano.

La nuova soglia

Dal 1° gennaio 2026 il valore dei buoni pasto in formato elettronico non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente fino a 10 euro giornalieri. La novità è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, che ha modificato l'articolo 51 del TUIR.

Per i buoni pasto cartacei, invece, nulla cambia: la soglia resta a 4 euro al giorno. Se il valore del buono supera il limite, solo la parte eccedente viene tassata.

Su base annua, considerando circa 220 giornate lavorative, il nuovo tetto consente di erogare fino a circa 2.200 euro a dipendente completamente esenti da imposte e contributi. Con la soglia precedente il limite era di circa 1.760 euro: la differenza sfiora i 450 euro l'anno a persona.

Perché conviene rispetto all'aumento di stipendio

Il vantaggio del buono pasto rispetto a un incremento retributivo di pari importo sta tutto nel trattamento fiscale. Cento euro erogati come aumento lordo in busta paga, tra contributi previdenziali, IRPEF e addizionali, arrivano al lavoratore in misura ridotta di quasi la metà. Cento euro di buoni pasto entro la soglia arrivano invece per intero.

Il rovescio della medaglia è che il buono non è denaro: si spende solo per alimentari e ristorazione, negli esercizi convenzionati, e non incide sul TFR né sul calcolo della pensione.

Le regole da conoscere

Quanti se ne possono usare insieme. Fino a otto buoni per singola transazione, come previsto dal decreto ministeriale 122 del 2017. È la regola che consente di utilizzarli per la spesa settimanale e non solo per il pranzo.

Il resto non è previsto. Se l'importo della spesa è inferiore al totale dei buoni utilizzati, la differenza non viene restituita in contanti.

Non sono un obbligo di legge. Nessuna norma impone al datore di lavoro di erogare i buoni pasto: l'obbligo nasce solo dal contratto collettivo, da un accordo aziendale o dal contratto individuale.

Hanno una scadenza. Il credito non utilizzato entro la data indicata dal fornitore non è più spendibile né rimborsabile.

Come si confrontano i fornitori

Gli operatori attivi sul mercato italiano sono numerosi e le differenze tra loro non riguardano tanto il prezzo quanto tre elementi.

Il primo è la rete convenzionata: quanti e quali esercizi accettano quel circuito nella zona in cui il dipendente vive e lavora. Il numero complessivo dichiarato a livello nazionale dice poco, quello che conta è la copertura locale.

Il secondo è la struttura dei costi per l'azienda: oltre allo sconto sul valore nominale incidono i canoni della piattaforma, i costi di emissione delle card e la loro sostituzione.

Il terzo sono gli strumenti di gestione: app per il dipendente, dashboard per l'azienda, integrazione con i sistemi HR e la reportistica.

Sono i tre assi lungo cui gli operatori attivi nel Paese si differenziano molto più che sul prezzo, ed è su questi che conviene impostare il confronto prima di chiedere i preventivi.

Cosa aspettarsi

L'innalzamento della soglia sta spingendo molte aziende ad adeguare l'importo erogato e, in diversi casi, a rimettere in discussione il fornitore scelto anni fa. Per i lavoratori il primo passo è verificare in busta paga o sull'app del proprio circuito quale valore giornaliero viene effettivamente riconosciuto: non tutte le imprese hanno adeguato l'importo alla nuova soglia, e la differenza su base annua non è trascurabile.

?
Vuoi approfondire questa notizia?Condividila sui social o cerca aggiornamenti, video e discussioni correlate.

Cerca news, video e discussioni social in tutto il web su 'Buoni pasto'