Putin nega piani contro l'Europa, Lavrov minaccia una guerra breve se l'Ue attacca
Vladimir Putin assicura a Donald Trump che Mosca non intende attaccare l’Europa, mentre Sergei Lavrov avverte che un eventuale conflitto iniziato dall’Europa sarebbe breve. Londra, Berlino e Ue rafforzano intanto la difesa aerea ucraina.
La Russia non avrebbe alcun progetto di aggressione contro i Paesi europei. È quanto Vladimir Putin ha assicurato a Donald Trump durante una telefonata di circa un’ora dedicata soprattutto alla guerra in Ucraina e ai tentativi di riaprire un percorso negoziale. Secondo il Cremlino, il presidente russo ha respinto le accuse rivolte a Mosca e sostenuto che il timore di una minaccia russa venga utilizzato in Europa per giustificare maggiori spese militari e nuovi aiuti a Kiev.
Il colloquio tra Putin e Trump è arrivato dopo la missione degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, impegnati in incontri separati a Mosca e Kiev. I due presidenti hanno valutato positivamente l’iniziativa diplomatica, pur senza indicare risultati concreti capaci di avvicinare nell’immediato una soluzione del conflitto.
Alle rassicurazioni di Putin si sono affiancate le parole molto più dure del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Il capo della diplomazia di Mosca ha ribadito che la Russia non intende attaccare l’Europa, ma ha richiamato una precedente posizione di Putin secondo cui, in caso di un’aggressione europea contro la Federazione Russa, la guerra sarebbe «completamente diversa e molto breve».
Lavrov ha definito contraddittoria la posizione di chi, da una parte, sostiene che la Russia sia in difficoltà sul campo di battaglia e, dall’altra, afferma che Mosca potrebbe prepararsi ad attaccare l’Europa. Il ministro ha inoltre rivolto una critica alla Gran Bretagna per il sostegno militare garantito all’Ucraina.
Proprio Londra ha annunciato un nuovo pacchetto da 100 milioni di sterline destinato alla difesa aerea ucraina in vista dell’inverno. Il programma comprende intercettori, equipaggiamenti collegati ai sistemi Patriot, munizioni di artiglieria di grosso calibro e droni. Il Regno Unito ha inoltre confermato l’obiettivo di fornire oltre 120 mila velivoli senza pilota all’Ucraina nel corso dell’anno, dei quali 25 mila risultano già consegnati.
Anche la Germania ha deciso di aumentare il sostegno alle capacità antiaeree di Kiev. Il ministro della Difesa Boris Pistorius ha annunciato l’invio di ulteriori intercettori Patriot prelevati dalle scorte della Bundeswehr, invitando gli altri Paesi sostenitori dell’Ucraina a valutare analoghi trasferimenti dai propri arsenali.
Il rafforzamento della difesa ucraina coinvolge inoltre Unione Europea e Nato. Negli ultimi dodici mesi gli alleati hanno destinato oltre 10 miliardi di dollari ai programmi per l’acquisto di armamenti statunitensi destinati a Kiev, somma che comprende 3,5 miliardi di dollari provenienti dal prestito europeo di sostegno all’Ucraina. Una parte delle risorse potrà essere utilizzata per sistemi e munizioni destinati alla protezione dello spazio aereo ucraino.
Le dichiarazioni russe e le nuove forniture occidentali arrivano mentre resta elevata la tensione tra Mosca e diversi governi europei, anche per le accuse rivolte alla Russia in relazione ad attività di sabotaggio e guerra ibrida. Mosca respinge tali contestazioni e continua ad accusare i Paesi europei di utilizzare queste vicende per rafforzare il sostegno militare all’Ucraina.
Notizie correlate
Europa a rischio: Zelensky avverte che Putin prepara una guerra su larga scala