Trento, pensionato lavora sette giorni per 189 euro: stop al recupero Inps di 18.908 euro
Un pensionato di Trento, dopo sette giorni di consegne pagati appena 189 euro, si è visto chiedere dall’Inps 18.908 euro. Il giudice del lavoro ha fermato il recupero integrale, limitandolo all’attività effettivamente svolta.
Sette giorni di consegne per aiutare un ex collega e un compenso complessivo di appena 189 euro. Da quella breve esperienza lavorativa è nata per un pensionato di Trento una richiesta dell’Inps da 18.908 euro, equivalente di fatto a un’intera annualità di pensione. La vicenda, riportata dal Corriere del Trentino, è arrivata davanti al giudice del lavoro, che ha escluso la possibilità di applicare una trattenuta integrale.
L’uomo, già dipendente di una società di trasporti e in pensione dal 2021, nel 2022 aveva accettato di sostituire temporaneamente un amico ed ex collega alle prese con un problema personale. Le consegne erano state effettuate in alcune giornate comprese tra maggio e settembre. Per l’attività aveva ricevuto due bonifici, per un totale di 189 euro.
La posizione previdenziale si è però complicata perché nei documenti quelle prestazioni risultavano inquadrate come lavoro subordinato. Secondo la ricostruzione della vicenda, il pensionato non sarebbe stato consapevole di tale qualificazione quando aveva accettato l’incarico. L’Inps ha quindi ritenuto che i redditi percepiti fossero incompatibili con il trattamento pensionistico.
Il primo accertamento risale al gennaio 2024 e aveva portato inizialmente a una richiesta superiore a 41mila euro. Dopo un ricalcolo, nel settembre 2025 l’importo definitivo era stato fissato in 18.908 euro. Il pensionato ha quindi impugnato il provvedimento davanti al giudice del lavoro.
La decisione ha ridotto in maniera sostanziale gli effetti della richiesta dell’istituto. Pur considerando l’attività svolta come lavoro subordinato e non come lavoro autonomo occasionale, il giudice ha stabilito che il recupero non possa riguardare un intero anno di pensione per una prestazione limitata a pochi giorni.
L’eventuale trattenuta dovrà essere quindi rapportata al periodo effettivamente lavorato e al compenso ricevuto. Nel provvedimento viene considerata anche la sproporzione tra i 189 euro guadagnati con le consegne e la perdita di un’intera annualità pensionistica, con le conseguenze che una simile misura avrebbe potuto produrre sulle condizioni economiche dell’uomo.
L’Inps non potrà dunque recuperare integralmente i 18.908 euro attraverso la trattenuta di un anno di pensione. La somma dovrà essere rideterminata secondo i criteri indicati dal giudice e quanto eventualmente già trattenuto in eccesso dovrà essere restituito al pensionato.
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