Maine, bimba di 3 anni e cagnolina morte nell'auto al sole: la madre si dichiara colpevole

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Kelly Brown si è dichiarata colpevole per la morte della figlia Fiona, 3 anni, e della cagnolina Penelope, lasciate per ore in un’auto a Milford, nel Maine. L’accordo prevede da 20 a 25 anni di carcere, con sentenza attesa a novembre.

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Kelly Brown si è dichiarata colpevole di omicidio colposo e maltrattamento aggravato di animali per la morte della figlia Fiona, di 3 anni, e della cagnolina di famiglia Penelope, di 13. Le due furono trovate senza vita il 9 agosto 2025 all’interno di un’auto rimasta per ore in un parcheggio di Milford, nel Maine.

La donna, che aveva 40 anni al momento dei fatti, ha raggiunto un accordo che prevede una pena compresa tra 20 e 25 anni di carcere per la morte della bambina. Per il reato legato alla cagnolina è prevista una condanna a cinque anni, da scontare contemporaneamente alla pena principale. La decisione definitiva del giudice è attesa nel novembre 2026.

Quel giorno Fiona e Penelope erano rimaste chiuse nel veicolo mentre Brown si era allontanata. La bambina morì per l’esposizione prolungata alle alte temperature all’interno dell’abitacolo. Gli investigatori ricostruirono che il mezzo era rimasto fermo nel parcheggio di un esercizio commerciale per molte ore prima dell’intervento delle forze dell’ordine.

Durante i primi interrogatori Brown raccontò di essersi allontanata per gettare alcuni rifiuti raccolti durante il viaggio verso il Maine. Disse inoltre di essere finita nel fiume Penobscot e di aver avuto difficoltà a raggiungere nuovamente la riva, circostanza che le avrebbe impedito di tornare rapidamente dalla figlia.

La ricostruzione fornita dalla donna mostrò però diverse incongruenze. Gli investigatori notarono che i suoi vestiti erano asciutti, mentre le immagini delle telecamere di sorveglianza permisero di ricostruire spostamenti e orari diversi rispetto a quelli inizialmente riferiti.

Brown e la figlia erano già state cercate dalle autorità dopo una richiesta di controllo partita da alcuni familiari preoccupati per il loro benessere. I parenti avevano inoltre riferito comportamenti insoliti della donna nelle settimane precedenti, comprese presunte allucinazioni e alcuni messaggi pubblicati sui social che avevano destato preoccupazione.

Secondo l’accusa, Brown lasciò consapevolmente Fiona nel veicolo in condizioni capaci di provocare lesioni gravissime o la morte. Dopo l’arresto era stata inizialmente ammessa alla libertà su cauzione con specifiche limitazioni nei contatti con i minori. Il procedimento si avvia ora verso la fase della condanna dopo la dichiarazione di colpevolezza.

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