Alberto Rimedio difende Lele Adani: Non finge, poi il confronto tra Mondiali e Sinner
Alberto Rimedio difende Lele Adani dopo le critiche alle telecronache dei Mondiali 2026 e rivendica il suo ruolo nel riavvicinare i giovani alla Rai. Sugli ascolti, ricorda i 12 milioni della finale Spagna-Argentina e il confronto con Sinner.
Alberto Rimedio prende posizione in difesa di Lele Adani dopo le discussioni nate attorno alle telecronache dei Mondiali 2026. Il giornalista Rai, intervistato a TG1 Talks, ha spiegato che l'entusiasmo dell'ex difensore non sarebbe costruito né studiato, ma rappresenterebbe il suo modo naturale di vivere e raccontare il calcio.
Rimedio e Adani hanno lavorato insieme durante il torneo disputato tra Stati Uniti, Messico e Canada, trascorrendo circa 40 giorni fianco a fianco. Proprio questa esperienza, secondo il telecronista, gli avrebbe permesso di conoscere ancora meglio il collega. Rimedio ha ricordato di aver talvolta cercato di riportare la telecronaca su toni più misurati, precisando però che non si trattava di una presa di distanza da Adani.
Tra gli episodi più discussi c'è stata la semifinale tra Inghilterra e Argentina, vinta 2-1 dalla nazionale sudamericana con una rimonta maturata nel finale. Rimedio ha sostenuto che Adani avrebbe reagito con la stessa partecipazione anche davanti a un'impresa compiuta da un'altra squadra, perché il suo coinvolgimento deriverebbe soprattutto dalla passione per la partita.
Il telecronista ha inoltre attribuito ad Adani una parte del merito per il riavvicinamento del pubblico più giovane alle trasmissioni Rai dedicate al calcio. A suo giudizio, il linguaggio televisivo è cambiato e anche il racconto sportivo deve confrontarsi con gusti e abitudini differenti rispetto al passato.
Nel corso dell'intervista Rimedio ha affrontato anche il tema degli ascolti, mettendo a confronto calcio e tennis. Ha ricordato che la finale di Wimbledon 2025 tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz fu seguita da circa 5,7 milioni di spettatori medi, dato da lui arrotondato a 6 milioni, mentre la finale mondiale Spagna-Argentina del 2026 raggiunse circa 12 milioni di spettatori.
Secondo Rimedio, una finale dei Mondiali con l'Italia protagonista avrebbe potuto superare i 20 milioni di telespettatori. Il giornalista considera questi numeri una conferma della forza che il calcio continua ad avere nel Paese e respinge quindi l'idea che questo sport abbia perso il proprio seguito tra il pubblico italiano.
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