Ferrero Alba, operaio licenziato per due colpi di Taekwondo al collega: ricorso respinto
Un operaio Ferrero di Alba è stato licenziato dopo aver colpito due volte all’addome un collega durante una dimostrazione di Taekwondo. Il Tribunale di Asti ha respinto il ricorso e gli ha imposto circa 8mila euro di spese legali.
Il licenziamento disposto dalla Ferrero nei confronti di un operaio dello stabilimento di Alba è stato ritenuto legittimo dal Tribunale di Asti. Il lavoratore aveva colpito due volte all’addome un collega mentre cercava di mostrargli una tecnica di Taekwondo. Il giudice del Lavoro ha respinto il ricorso contro il provvedimento aziendale e ha condannato l’uomo al pagamento di circa 8mila euro di spese legali.
L’episodio risale alla fine di aprile 2025 e si è verificato nello storico stabilimento Ferrero di Alba, nel reparto dedicato al confezionamento della Linea Kinder. Il turno era ormai vicino alla conclusione quando l’operaio, praticante esperto di arti marziali, avrebbe annunciato al collega l’intenzione di mostrargli una mossa di Taekwondo.
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti del procedimento, il lavoratore non avrebbe atteso una risposta e avrebbe sferrato improvvisamente due colpi all’addome del collega. L’accaduto ha portato Ferrero ad avviare nel maggio 2025 un procedimento disciplinare, concluso nei primi giorni di giugno con il licenziamento.
L’azienda ha giudicato la condotta di gravità tale da compromettere il rapporto di fiducia necessario tra datore di lavoro e dipendente. Il lavoratore ha quindi impugnato il provvedimento, contestando la proporzionalità della sanzione e facendo valere anche l’assenza di precedenti disciplinari.
Il Tribunale di Asti ha però condiviso la posizione della società. Nella sentenza di primo grado il giudice ha ritenuto il licenziamento proporzionato al comportamento contestato, escludendo un abuso del potere disciplinare da parte dell’azienda.
Per il Tribunale, il fatto che si trattasse della prima infrazione non era sufficiente a ridimensionare la gravità dell’episodio. Una condotta di questo tipo, secondo la decisione, può compromettere la fiducia riposta nel dipendente, incidere sulla sicurezza e sulla serenità dei rapporti tra colleghi e interferire con il regolare svolgimento dell’attività produttiva.
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