Gas in Europa, scorte ai minimi da 13 anni: Italia oltre l'81%, Germania al 51%

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L’Europa si avvicina all’inverno con gli stoccaggi di gas fermi attorno al 63%, il livello più basso da 13 anni. L’Italia è tra i Paesi meglio posizionati, con riserve oltre l’81%, mentre Germania, Belgio e Paesi Bassi restano indietro.

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Gas in Europa, scorte ai minimi da 13 anni: Italia oltre l'81%, Germania al 51%
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L’Unione europea si prepara ai mesi freddi con depositi di gas molto meno pieni rispetto agli ultimi anni. Nell’ultima parte di agosto gli stoccaggi europei risultano attorno al 63% della capacità, contro una media vicina all’80% registrata nello stesso periodo negli ultimi cinque anni.

La situazione italiana è decisamente più favorevole. Le riserve nazionali hanno superato l’81% della capacità, collocando l’Italia tra i Paesi europei con il maggiore livello di riempimento. La Polonia presenta una percentuale ancora più elevata, superiore al 90%, ma dispone di una capacità complessiva di stoccaggio molto inferiore a quella italiana.

Il divario con altri grandi mercati europei resta marcato. In Germania, che possiede la maggiore capacità di stoccaggio del continente, i depositi sono pieni per poco più del 51%. Anche Belgio e Paesi Bassi mostrano livelli contenuti, rispettivamente attorno al 51% e al 45%.

Se il ritmo delle immissioni dovesse restare quello attuale, l’Europa potrebbe iniziare la stagione invernale con riserve inferiori di circa un quinto rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Un livello così basso non si registrava da 13 anni e aumenta l’esposizione del mercato a eventuali tensioni nelle forniture.

Tra i principali rischi viene indicata una maggiore volatilità dei prezzi durante l’inverno. Un aumento improvviso della domanda, provocato per esempio da periodi di freddo intenso, potrebbe esercitare ulteriore pressione sulle quotazioni del gas, già condizionate dalle difficoltà del mercato internazionale e dalla guerra in Iran.

Particolarmente delicata è anche la posizione del Regno Unito, che pur non facendo parte dell’Unione europea dispone di una capacità di stoccaggio limitata e dipende in larga misura dalle importazioni. Il Paese risulta quindi più vulnerabile alle oscillazioni dei prezzi e a eventuali problemi nelle forniture internazionali.

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