Chi era Ratko Mladic morto a 84 anni, ergastolo per il genocidio di Srebrenica
Ratko Mladic è morto a 84 anni in un ospedale carcerario dell’Aja. L’ex comandante serbo-bosniaco scontava l’ergastolo per genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità, tra cui il massacro di Srebrenica del 1995 con oltre 8mila vittime.
Ratko Mladic, ex comandante militare dei serbi di Bosnia, è morto all’età di 84 anni mentre era detenuto all’Aja. Da tempo le sue condizioni di salute erano gravemente compromesse. Stava scontando una condanna definitiva all’ergastolo per genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra commessi durante il conflitto in Bosnia degli anni Novanta.
Il nome di Mladic resta legato soprattutto al massacro di Srebrenica del luglio 1995. Le forze serbo-bosniache conquistarono l’enclave che le Nazioni Unite avevano dichiarato zona protetta e, nei giorni successivi, più di 8mila uomini e ragazzi bosgnacchi furono uccisi. La giustizia internazionale ha riconosciuto quei fatti come genocidio.
Generale dell’esercito jugoslavo, durante la disgregazione della Jugoslavia Mladic comandò inizialmente reparti impegnati in Croazia. Nel maggio 1992 assunse poi il comando dell’Esercito della Republika Srpska, la formazione militare dei serbi di Bosnia, mentre Radovan Karadžic guidava la leadership politica serbo-bosniaca.
Oltre che per Srebrenica, Mladic fu giudicato responsabile della campagna di terrore condotta contro la popolazione civile di Sarajevo attraverso bombardamenti e cecchini durante il lungo assedio della città. Tra i fatti contestati figurava anche la presa in ostaggio di militari delle Nazioni Unite nel 1995, utilizzata nel tentativo di ostacolare gli attacchi della Nato.
Il tribunale lo riconobbe colpevole di genocidio per quanto avvenuto a Srebrenica. Non fu invece condannato per la stessa imputazione in relazione ai crimini commessi in altre municipalità bosniache nel 1992, per i quali furono comunque accertate responsabilità per crimini contro l’umanità.
Incriminato nel 1995 dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, Mladic riuscì a sottrarsi alla cattura per circa 16 anni. Fu arrestato in Serbia nel 2011 e successivamente trasferito all’Aja. Nel 2017 arrivò la condanna all’ergastolo, confermata in via definitiva nel 2021.
Negli ultimi mesi il quadro clinico si era ulteriormente deteriorato. In primavera il figlio aveva riferito che Mladic era stato colpito da un ictus, mentre i suoi legali avevano chiesto il trasferimento in Serbia per ricevere cure, descrivendo le sue condizioni come terminali e indicando un elevato rischio di morte.
Morto Ratko Mladic, il macellaio di Srebrenica ordinò l'uccisione di oltre 8000 persone

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