La Malaria spaventa Francoforte, sei casi tra i lavoratori dell'aeroporto e due morti
La malaria torna sotto osservazione in Germania dopo sei casi tra lavoratori dell’aeroporto di Francoforte, due dei quali mortali. La malattia, trasmessa da zanzare Anopheles infette, ha causato 610mila decessi nel mondo nel 2024.
Sei lavoratori dell’aeroporto di Francoforte hanno contratto la malaria e due di loro sono morti. I casi hanno riacceso l’attenzione su una malattia rara in Germania e generalmente associata a viaggi o soggiorni nelle aree del mondo dove l’infezione è endemica.
La malaria è provocata da parassiti del genere Plasmodium e viene trasmessa all’uomo soprattutto attraverso la puntura di zanzare femmine Anopheles infette. Non si diffonde normalmente da persona a persona, anche se il contagio può avvenire in circostanze particolari attraverso sangue infetto, per esempio con trasfusioni o aghi contaminati.
Nel caso di Francoforte, l’ipotesi presa in considerazione è quella della cosiddetta malaria aeroportuale, legata alla possibile presenza di zanzare infette arrivate in Germania a bordo di un aereo proveniente da una zona endemica. Per verificare l’origine degli insetti sono state installate trappole nell’area aeroportuale.
La malattia continua a rappresentare un grave problema sanitario globale. Nel 2024 sono stati stimati circa 282 milioni di casi in 80 Paesi e 610mila decessi. La maggior parte del peso della malaria resta concentrata in Africa, dove si sono verificati circa il 94% dei casi e il 95% delle morti registrate nel mondo.
I bambini sotto i cinque anni sono tra le categorie più vulnerabili e costituiscono circa tre quarti dei decessi per malaria nella regione africana. Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Mozambico, Nigeria e Uganda figurano tra i Paesi che contribuiscono maggiormente al numero complessivo delle infezioni.
Dopo i progressi registrati nei primi anni Duemila, la riduzione della malaria ha rallentato. L’incidenza globale, scesa dai 79,4 casi ogni mille persone a rischio del 2000 a circa 59 nel 2015, è tornata a crescere negli anni successivi. Nel 2024 ha raggiunto 64 casi ogni mille persone a rischio, contro 62,7 dell’anno precedente.
I primi sintomi compaiono normalmente tra 10 e 15 giorni dopo la puntura di una zanzara infetta. Febbre, brividi e mal di testa sono tra le manifestazioni più comuni, ma nei casi gravi possono comparire forte debolezza, confusione, convulsioni e difficoltà respiratorie.
Neonati, bambini piccoli, donne in gravidanza, persone con Hiv o Aids e viaggiatori privi di immunità sono maggiormente esposti alle forme severe. Una diagnosi tempestiva è particolarmente importante perché alcuni sintomi iniziali possono essere facilmente confusi con quelli di altre infezioni.
Tra i cinque parassiti capaci di provocare la malaria nell’uomo, Plasmodium falciparum e Plasmodium vivax rappresentano le minacce principali. Il primo è il più letale ed è particolarmente diffuso nel continente africano. Se non trattata, un’infezione grave da Plasmodium falciparum può peggiorare rapidamente e diventare fatale.
La prevenzione comprende l’uso di zanzariere trattate con insetticidi, la disinfestazione degli ambienti interni e le misure personali per evitare le punture. Chi deve recarsi in Paesi dove la malaria è diffusa può inoltre valutare con il medico una profilassi farmacologica prima della partenza.
Per il trattamento vengono utilizzate soprattutto terapie combinate a base di artemisinina contro il Plasmodium falciparum. Altri farmaci, tra cui clorochina e primachina, vengono impiegati in base alla specie responsabile dell’infezione e alla presenza di eventuali resistenze.
Alla prevenzione si sono aggiunti anche i vaccini destinati ai bambini che vivono nelle zone con maggiore trasmissione. Dal 2021 è raccomandato il vaccino RTS,S/AS01, mentre nel 2023 è stato aggiunto R21/Matrix-M. Entrambi stanno entrando progressivamente nei programmi di immunizzazione infantile di diversi Paesi africani.
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