Tubercolosi a Milano, otto casi accertati all'Istituto di Medicina legale e sette positività
All’Istituto di Medicina legale di Milano sono stati accertati otto casi di tubercolosi e altre sette positività. Ats indaga sull’origine del contagio, mentre associazioni e sindacati chiedono verifiche su formazione e sicurezza.
Otto persone hanno sviluppato la tubercolosi all’Istituto di Medicina legale dell’Università Statale di Milano, mentre altre sette sono risultate positive agli accertamenti e stanno seguendo una terapia. Le indagini sanitarie proseguono per individuare l’origine del contagio e verificare il rispetto delle misure di prevenzione.
L’Ats ha confermato gli otto casi, precisando che quattro sono stati individuati attraverso gli screening avviati dopo la segnalazione. Al momento nessuna delle persone coinvolte è ricoverata, anche se quattro pazienti hanno avuto bisogno di ricovero in precedenza. La sorveglianza sanitaria continua insieme al centro regionale di riferimento.
Tra le ipotesi prese in considerazione per ricostruire la catena dei contagi figura un’autopsia eseguita su una persona con sospetta tubercolosi. Gli accertamenti dovranno chiarire se quell’episodio abbia avuto un ruolo nella diffusione dell’infezione e se tutte le procedure previste per il rischio biologico siano state applicate correttamente.
La vicenda è stata segnalata dall’Associazione Liberi specializzandi in Medicina. Il presidente Massimo Minerva ha posto l’attenzione soprattutto sulla formazione destinata ai medici in specializzazione e sulle modalità con cui viene gestito il materiale biologico. L’associazione ha annunciato la presentazione di un esposto ai Carabinieri.
Secondo Minerva, la segnalazione è stata assunta direttamente dall’associazione per evitare possibili conseguenze sui singoli specializzandi. Le criticità indicate riguardano anche la valutazione dei rischi e le condizioni nelle quali medici in formazione e personale svolgono le proprie attività all’interno dell’Istituto.
Anche Anaao Assomed ha chiesto interventi sulla sicurezza, sollecitando l’aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi per l’esposizione biologica, adeguamenti nelle sale autoptiche, l’attivazione del medico competente e una comunicazione completa agli specializzandi interessati.
L’Università Statale di Milano ha avviato verifiche interne per ricostruire quanto accaduto e ha assicurato attenzione alle segnalazioni ricevute. Restano quindi da chiarire la fonte dell’infezione e l’effettiva applicazione delle misure di tutela previste per chi opera nell’Istituto di Medicina legale.
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