Software personalizzato e AI, un imprenditore su tre crea strumenti che il mercato non offriva
Un imprenditore su tre tra quelli intervistati da Emergent ha creato un software che prima non esisteva sul mercato. Il costo dello sviluppo su misura, con un preventivo mediano di 20.000 dollari, era il principale ostacolo.
Le piccole imprese stanno iniziando a costruire direttamente gli strumenti digitali di cui hanno bisogno, invece di limitarsi a scegliere tra i prodotti disponibili sul mercato. Secondo l’Age of Custom Software Index 2026 di Emergent, un imprenditore su tre tra i 300 intervistati ha realizzato un’applicazione per risolvere un problema operativo per il quale non esisteva una soluzione pronta all’uso adeguata.
L’indagine è stata condotta attraverso 300 interviste strutturate a imprenditori e operatori e l’analisi di oltre 50.000 applicazioni attive sviluppate sulla piattaforma di Emergent. Il campione comprende strumenti utilizzati in 28 settori, dalla sanità al commercio al dettaglio, fino all’edilizia e all’allevamento.
Uno degli ostacoli principali alla realizzazione di software su misura era il prezzo richiesto dai tradizionali fornitori di sviluppo. Gli intervistati che avevano chiesto un preventivo a un’agenzia hanno indicato un costo mediano di 20.000 dollari per una soluzione personalizzata di base. In alcuni casi la cifra arrivava a 100.000 dollari, con tempi di consegna compresi tra diversi mesi e oltre un anno.
Per molti operatori quei costi rendevano il progetto impraticabile. Una parte aveva quindi continuato a gestire le proprie attività senza alcuno strumento specifico, fino alla possibilità di creare applicazioni attraverso sistemi di sviluppo assistiti dall’intelligenza artificiale.
Il fenomeno non riguarda soltanto prototipi o strumenti sperimentali. Nel campione esaminato da Emergent, un’applicazione su quattro gestisce direttamente pagamenti, circa una su tre invia email transazionali e una quota analoga utilizza un dominio personalizzato. L’azienda stima inoltre che le applicazioni considerate siano utilizzate complessivamente da circa otto milioni di persone.
Il dato più significativo riguarda ciò che questi programmi hanno sostituito. Per un terzo degli imprenditori intervistati non c’era alcun prodotto precedente da abbandonare, perché la soluzione necessaria semplicemente non era disponibile a condizioni sostenibili. Un altro 33% ha invece rinunciato a un abbonamento SaaS, il 21% ha eliminato un processo manuale e il 13% ha indicato come obiettivo una maggiore indipendenza dagli sviluppatori.
Solo un intervistato su sette ha dichiarato di essere soddisfatto dei software già disponibili. Tra gli altri, il 33% non disponeva di alcun metodo capace di risolvere il problema, il 27% lavorava ancora con procedure manuali, un altro 27% utilizzava prodotti SaaS non adatti alle proprie necessità e il 12% aveva già sostenuto costi per uno sviluppo personalizzato.
Mukund Jha, cofondatore e amministratore delegato di Emergent, ha indicato proprio nella quota di imprenditori che non avevano nulla da sostituire uno degli aspetti più rilevanti dell’indagine. Secondo Jha, molti di questi operatori affrontavano esigenze troppo specifiche o mercati troppo piccoli per attirare gli investimenti di un fornitore tradizionale di software.
La tendenza rilevata tra le piccole imprese si inserisce in un cambiamento più ampio nel rapporto tra acquisto e sviluppo interno di programmi. Un’indagine di Retool del 2026 ha rilevato che il 35% dei gruppi intervistati aveva già sostituito almeno uno strumento SaaS con software personalizzato, mentre il 60% aveva realizzato applicazioni al di fuori della supervisione dei reparti IT nell’anno precedente.
Anche l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle piccole aziende statunitensi è cresciuta rapidamente. Nel 2026 una ricerca di U.S. Bank ha rilevato che il 75% dei titolari intervistati utilizzava strumenti di AI generativa nella propria attività. Un’altra indagine condotta da Thryv ha misurato un tasso di adozione del 66%, rispetto al 55% dell’anno precedente, mentre il 70% dei partecipanti ha dichiarato di avere bisogno di ulteriore formazione per utilizzare queste tecnologie in modo efficace.
La diffusione di strumenti capaci di generare software attraverso istruzioni in linguaggio naturale potrebbe quindi ampliare l’uso dell’AI oltre attività come la scrittura di testi, l’analisi dei dati o la sintesi delle comunicazioni. L’Index di Emergent descrive una parte delle piccole imprese già impegnata a trasformare esigenze operative molto specifiche in applicazioni costruite direttamente dai loro utilizzatori.
Emergent ha rafforzato la propria posizione finanziaria nel luglio 2026 con un round Series C da 130 milioni di dollari guidato da Creaegis. L’operazione ha portato la valutazione della società a 1,5 miliardi di dollari e il capitale complessivamente raccolto a 230 milioni.
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