Don Biancalani rimosso a Pistoia, il Vaticano respinge i ricorsi su Vicofaro e Ramini

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La Santa Sede ha confermato la rimozione di don Massimo Biancalani dalle parrocchie di Vicofaro e Ramini, a Pistoia, respingendo i ricorsi del sacerdote. Ora resta possibile un ultimo ricorso entro 60 giorni alla Segnatura Apostolica.

Pistoia
Don Biancalani rimosso a Pistoia, il Vaticano respinge i ricorsi su Vicofaro e Ramini
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Don Massimo Biancalani non guiderà più le parrocchie di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e di San Niccolò a Ramini, nel Pistoiese. La Santa Sede ha confermato i provvedimenti adottati nei suoi confronti, respingendo i ricorsi presentati dal sacerdote contro le decisioni dell’allora vescovo di Pistoia e Pescia, Fausto Tardelli.

Il pronunciamento del Dicastero per il Clero chiude una fase della vicenda iniziata nel 2025, dopo anni di tensioni legate all’accoglienza dei migranti negli spazi parrocchiali. A luglio dello scorso anno la polizia era intervenuta a Vicofaro per lo sgombero delle persone rimaste nella struttura, mentre nelle settimane successive la diocesi aveva modificato gli incarichi affidati a Biancalani.

Il sacerdote aveva perso la rappresentanza legale della parrocchia di Vicofaro e aveva poi continuato il proprio ministero a Ramini, dove l’attività di accoglienza era proseguita. Nel frattempo gli era stato proposto un incarico nell’Ufficio missionario diocesano, soluzione che Biancalani non aveva accettato perché intenzionato a mantenere il proprio impegno diretto con i migranti.

Contro i provvedimenti ecclesiastici il sacerdote aveva avviato l’iter previsto dal diritto canonico, contestando sia le decisioni relative a Vicofaro sia il nuovo incarico indicato dalla diocesi. Il Vaticano ha ora confermato la sua uscita dal servizio pastorale anche a San Niccolò a Ramini, mettendo fine alla gestione delle due comunità che aveva accompagnato per circa un decennio.

Alla base della decisione vengono indicate contestazioni sulla conduzione delle parrocchie e sull’utilizzo degli ambienti per l’accoglienza, ritenuto non compatibile con la regolare attività pastorale. Negli anni la situazione aveva provocato anche proteste di una parte dei residenti e dei parrocchiani, oltre a verifiche sulle condizioni di sicurezza e igienico-sanitarie dei locali.

Per Biancalani resta ancora una possibilità sul piano canonico. Entro 60 giorni il sacerdote può rivolgersi al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica contro la decisione. Se non presenterà un nuovo ricorso, o se il provvedimento verrà confermato anche nell’eventuale ulteriore grado di giudizio, la rimozione dalle parrocchie di Vicofaro e Ramini diventerà definitiva.

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