Meta domina la raccolta dati, lo studio su 171 app mentre negli Usa si apre il processo sui minori

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Meta guida la raccolta di dati tra cinque Big Tech analizzate da Surfshark, con una media di 25 tipologie per app su 35. Lo studio su 171 applicazioni arriva mentre negli Usa è in corso il processo federale sulla tutela dei minori.

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Le applicazioni sviluppate da Meta raccolgono in media 25 diverse tipologie di dati sulle 35 considerate nell’analisi, più di tre volte quelle rilevate per Apple e Microsoft. Il dato arriva da uno studio pubblicato il 18 agosto 2026 e basato sulle informazioni sulla privacy dichiarate nell’App Store di Apple.

L’indagine ha preso in esame 171 applicazioni iOS appartenenti a cinque grandi gruppi tecnologici. Google è presente con 44 app, Apple con 41, Microsoft con 40, Amazon con 34 e Meta con 12. Nella media complessiva, alle 25 categorie raccolte dalle app Meta seguono le 17 di Google, le 12 di Amazon, le 8 di Microsoft e le 7 di Apple.

La ricerca non comprende Instagram e WhatsApp, che non rientravano nell’elenco di applicazioni pubblicate attraverso l’account sviluppatore Meta Platforms utilizzato per costruire il campione. Tra le app effettivamente analizzate, Meta AI occupa il primo posto con 33 tipologie di dati raccolti su 35.

Subito dietro compaiono Meta Horizon, Meta Business Suite, Meta Ads Manager, Messenger, Forum e Facebook, tutte con 32 categorie. Secondo l’analisi, i dati dichiarati da queste applicazioni risultano collegati direttamente all’identità dell’utente e possono comprendere informazioni su ricerche, acquisti e posizione.

Le 12 app di Meta raccolgono tutte identificativi dei dispositivi, informazioni sulle interazioni con i prodotti e dati relativi a prestazioni e arresti anomali. Nove acquisiscono anche la posizione precisa, mentre sette dichiarano di raccogliere la cronologia di navigazione, comprese informazioni sui contenuti consultati fuori dall’app.

Google presenta una situazione diversa. Le sue applicazioni raccolgono meno categorie di dati in media rispetto a quelle di Meta, ma sono molto più numerose nel campione. Tra le 40 app con la raccolta più ampia, 29 appartengono a Google. Amazon Alexa è invece la prima applicazione non sviluppata da Meta nella graduatoria, con 28 tipologie di dati.

I risultati arrivano mentre Meta affronta a Oakland, in California, un processo federale promosso da una coalizione bipartisan di 29 Stati americani. Le accuse riguardano, tra l’altro, la progettazione di Facebook e Instagram con caratteristiche ritenute capaci di favorire un uso compulsivo tra i più giovani e la raccolta impropria di dati personali dei minori di 13 anni.

California, Colorado, Kentucky e New Jersey guidano il procedimento. Gli Stati hanno indicato come possibile una richiesta di sanzioni nell’ordine dei 200 miliardi di dollari e chiedono anche modifiche al funzionamento delle piattaforme. Meta respinge le accuse e sostiene di aver adottato strumenti per la sicurezza degli utenti più giovani.

Nelle dichiarazioni iniziali, la vice procuratrice generale della California Megan O’Neill ha accusato l’azienda di puntare a trattenere gli utenti sulle piattaforme il più a lungo possibile, raccoglierne i dati e nascondere al pubblico i rischi contestati nel processo. Il procedimento, distinto dallo studio sulla raccolta dei dati delle app, è previsto durare circa sei settimane.

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