Ornella Forastefano, la figlia contro gli insulti social: Metvelaj tace davanti al gip

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Maria Cosentino, figlia di Ornella Forastefano, respinge sui social i commenti che colpevolizzano la madre uccisa a Trebisacce. Elvis Metvelaj, 42 anni, fermato a Bari per l’omicidio, non ha risposto al gip e resta in attesa della decisione.

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Ornella Forastefano, la figlia contro gli insulti social: Metvelaj tace davanti al gip
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Alla morte della madre si sono aggiunti i commenti offensivi comparsi sui social. Maria Cosentino, figlia di Ornella Forastefano, la donna di 46 anni morta dopo essere stata trovata agonizzante davanti all’ospedale di Trebisacce, ha deciso di rispondere pubblicamente a chi sostiene che la vittima abbia avuto una responsabilità per quanto le è accaduto.

La giovane ha raccontato il proprio disgusto per alcune frasi lette in rete dopo il delitto. Accanto ai numerosi messaggi di affetto e vicinanza, sono comparsi interventi che attribuiscono alla madre la colpa delle sue scelte. Maria ha respinto con forza queste ricostruzioni, ricordando che Ornella era prima di tutto una donna e una madre di due figli, rimasti senza di lei.

Nel suo messaggio, Maria ha descritto la madre come una persona abituata a lavorare e ad affrontare le difficoltà della vita. Ha contestato anche i riferimenti al cognome Forastefano, sostenendo che non abbiano alcuna relazione con la violenza subita dalla 46enne. Per la figlia, l’unico elemento da mettere in primo piano è la brutalità che ha portato alla morte della madre.

Parole durissime sono state rivolte anche a Elvis Metvelaj, 42 anni, cittadino albanese e compagno della vittima, fermato con l’accusa di omicidio. Maria ha scritto di non augurargli la morte, ma di sperare che in carcere debba convivere con il peso dei propri pensieri e con il ricordo di Ornella.

Forastefano era stata trovata in gravissime condizioni nella notte del 16 agosto davanti al pronto soccorso dell’ospedale di Trebisacce, nel Cosentino. Presentava profonde ferite e traumi in diverse parti del corpo. I sanitari avevano tentato di salvarla, ma le lesioni riportate si erano rivelate fatali.

Poche ore dopo la morte della donna, Metvelaj era stato individuato al porto di Bari mentre stava tentando di partire per l’Albania. Martedì 18 agosto è comparso davanti al gip di Bari per l’udienza di convalida del fermo e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Al termine dell’udienza il giudice si è riservato la decisione sulla convalida e sulla richiesta di custodia cautelare in carcere.

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