Morte di Maradona, il medico legale accusa: ignorati gravi segnali durante la degenza

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Nel processo sulla morte di Diego Maradona, il medico legale Carlos Cassinelli ha sostenuto che durante la degenza domiciliare furono ignorati segnali clinici gravi, mentre le condizioni dell’ex campione peggioravano fino al decesso.

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Le condizioni di Diego Armando Maradona avrebbero mostrato un progressivo peggioramento nei giorni trascorsi in assistenza domiciliare dopo l’intervento chirurgico subito nel novembre 2020. A sostenerlo davanti al tribunale di San Isidro è stato il medico legale Carlos Cassinelli, chiamato a testimoniare nel nuovo processo sulla morte dell’ex fuoriclasse argentino.

Secondo Cassinelli, il quadro clinico presentava diversi elementi che avrebbero dovuto portare a ulteriori controlli. Tra questi figuravano edema agli arti inferiori, gonfiore alle dita, difficoltà respiratorie, pressione elevata e una frequenza cardiaca anomala. Il medico ha riferito che non sarebbe stata approfondita l’origine del gonfiore, nonostante il possibile rischio per la vita del paziente.

Il testimone fa parte della commissione medica che ha esaminato documentazione sanitaria, dichiarazioni e altri elementi relativi alle ultime settimane di vita di Maradona. La sua valutazione è che, di fronte ai segnali di deterioramento, l’impostazione dell’assistenza non sarebbe stata modificata in modo adeguato.

Cassinelli ha contestato anche la decisione di proseguire le cure nell’abitazione scelta per la convalescenza dopo le dimissioni dall’ospedale. A suo giudizio, l’evoluzione delle condizioni dell’ex calciatore avrebbe consentito di riconoscere un peggioramento e di attivare un intervento medico diverso.

Maradona morì il 25 novembre 2020, all’età di 60 anni, mentre si trovava in una casa di Tigre, nell’area a nord di Buenos Aires. La causa del decesso venne ricondotta a un’insufficienza cardiaca associata a edema polmonare acuto. Poche settimane prima era stato operato per un ematoma subdurale.

Nel procedimento sono imputati sette professionisti sanitari che avevano partecipato, con ruoli differenti, alla gestione delle cure. L’accusa sostiene che eventuali omissioni e carenze nell’assistenza possano avere contribuito alla morte dell’ex capitano dell’Argentina. Gli imputati respingono le contestazioni e negano di avere avuto responsabilità nel decesso.

Durante la testimonianza, Cassinelli ha inoltre ricostruito una fase agonica durata circa dodici ore. La difesa contesta questa interpretazione e sostiene che la morte sia stata improvvisa e legata alle patologie di cui Maradona soffriva da tempo.

Il processo in corso a San Isidro è iniziato nell’aprile 2026, dopo l’annullamento del precedente dibattimento celebrato nel 2025. Le udienze sono destinate a proseguire con l’esame dei testimoni e delle prove raccolte sull’assistenza prestata all’ex campione nelle settimane precedenti alla morte.

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