Triora, il sindaco Massimo Di Fazio rinuncia allo stipendio da otto anni
Massimo Di Fazio, sindaco di Triora dal 2018, rinuncia da otto anni all’indennità da 1.659 euro lordi al mese, lasciando al Comune circa 160 mila euro. La Corte dei conti ha negato la possibilità di devolvere anche l’aumento da 500 euro.
Dal giorno della sua elezione, nel giugno 2018, Massimo Di Fazio ha scelto di non percepire l’indennità prevista per il sindaco di Triora, piccolo Comune dell’alta valle Argentina, in provincia di Imperia. La rinuncia, formalizzata e accettata dall’amministrazione, riguarda 1.659 euro lordi al mese. In otto anni la somma rimasta nelle disponibilità dell’ente ha raggiunto circa 160 mila euro.
La decisione, spiega il primo cittadino, nasce dall’idea di considerare l’attività amministrativa come un servizio alla comunità. «Lo faccio per amore», ha dichiarato Di Fazio a La Stampa. Imprenditore dall’età di vent’anni, ha continuato a svolgere la propria professione anche durante i mandati da sindaco e ha preferito lasciare al Comune le risorse destinate alla sua indennità.
Secondo Di Fazio, quelle somme possono essere utilizzate soprattutto per gli interventi di manutenzione ordinaria, particolarmente rilevanti in un territorio montano esteso e con poche risorse amministrative. Triora conta circa 390 residenti, ma il Comune comprende undici frazioni e deve gestire altrettanti acquedotti autonomi e impianti di depurazione, oltre a numerose infrastrutture distribuite sul territorio.
Di Fazio, oggi al secondo mandato consecutivo, descrive una struttura comunale ridotta all’essenziale. Gli uffici dispongono di tre dipendenti, affiancati da una segreteria condivisa con altri enti e da un ufficio tecnico operativo per dodici ore alla settimana. L’assenza di un operaio comunale porta spesso gli stessi amministratori a occuparsi direttamente di piccoli lavori e riparazioni.
Il sindaco lega questa scelta anche alla propria storia personale. La morte del padre, avvenuta quando aveva nove anni, racconta, lo spinse a maturare presto e a sviluppare un forte senso di responsabilità. Negli anni successivi il rapporto con la montagna lo portò a scegliere Triora come luogo in cui vivere e crescere i suoi due figli.
Durante gli otto anni di amministrazione il Comune, secondo i dati riferiti da Di Fazio, ha ottenuto quasi 20 milioni di euro di finanziamenti destinati a opere pubbliche, sicurezza del territorio e interventi per il rilancio del borgo. Tra i progetti rientra anche il recupero di Monesi, località sciistica compresa nel territorio comunale, con iniziative rivolte anche al cicloturismo.
Nelle ultime settimane il sindaco ha inoltre chiesto alla Corte dei conti un parere sulla possibilità di modificare parzialmente la rinuncia all’indennità. La richiesta riguardava i 500 euro di incremento entrati in vigore dal 2024, somma non compresa nell’atto sottoscritto nel 2018. L’intenzione dichiarata era percepire quella quota per poi devolverla al Comune.
La Corte dei conti ha però dato risposta negativa. Di Fazio ha criticato l’impossibilità di lasciare direttamente nelle casse dell’ente anche la parte aggiuntiva dell’indennità, sostenendo che per un piccolo Comune di montagna perfino somme contenute possono contribuire a finanziare manutenzioni e servizi essenziali.
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