Furto al MuMe di Messina, rubate quattro opere legate ad Antonello da Messina

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Al MuMe di Messina, nella serata di Ferragosto, ignoti hanno rubato quattro pezzi legati ad Antonello da Messina, tre tavole del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte estratta da una teca blindata. Sono in corso le indagini.

Messina
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Un furto d’arte ha colpito il Museo regionale interdisciplinare di Messina nella serata del 15 agosto. Ignoti sono riusciti a entrare nelle sale espositive e a sottrarre quattro pezzi riconducibili a due opere di Antonello da Messina, superando i sistemi di allarme e le protezioni predisposte all’interno del museo.

Dal Polittico di San Gregorio sono state portate via tre delle cinque tavole superstiti. I ladri hanno inoltre sottratto la piccola tavola bifronte raffigurante su un lato la Madonna col Bambino e un francescano in adorazione e sull’altro il Cristo in pietà. Il dipinto è stato prelevato dalla teca blindata nella quale era custodito.

Dopo la scoperta del furto sono intervenute le forze dell’ordine e gli specialisti della polizia scientifica. I rilievi dovranno chiarire come sia avvenuto l’accesso alle sale, in che modo siano state aggirate le misure di sicurezza e quali elementi possano consentire di risalire agli autori del colpo.

Il Polittico di San Gregorio, firmato e datato 1473, è uno dei lavori più importanti conservati a Messina di Antonello da Messina. Dell’opera originaria restano cinque tavole, sopravvissute anche ai gravi danni provocati dal terremoto del 1908 e sottoposte nel tempo a diversi interventi di restauro.

La tavoletta bifronte, di piccole dimensioni e destinata in origine alla devozione privata, è attribuita al maestro messinese e viene datata alla seconda metà del Quattrocento. Entrata nelle collezioni regionali nei primi anni Duemila, era esposta insieme agli altri capolavori del pittore custoditi nel museo.

Il MuMe ha sede nel grande complesso museale di viale della Libertà e porta il nome di Maria Accascina, storica dell’arte che diresse l’istituto dal 1949 al 1963. Il nuovo edificio è stato aperto integralmente al pubblico nel 2017 e raccoglie testimonianze della storia artistica di Messina, dalle epoche più antiche fino all’Ottocento.

Le collezioni comprendono opere provenienti in larga parte dalla città precedente al terremoto del 1908 e documentano il ruolo avuto nei secoli da Messina nei traffici e negli scambi culturali del Mediterraneo. Tra i nuclei più noti figurano i dipinti di Antonello da Messina e due celebri tele di Caravaggio.

Una parte della storia del museo è legata alla Filanda Mellinghoff, edificio ottocentesco sopravvissuto al sisma e utilizzato dal 1911 per ospitare le opere recuperate. Dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, fu Maria Accascina a guidare il riordino delle raccolte e la riapertura dell’istituto nel 1954.

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