Giorgia Meloni in vacanza in Italia, dal tempo con la figlia al nodo Salvini al Viminale

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Giorgia Meloni trascorrerà alcuni giorni di vacanza in Italia con la figlia, cercando privacy e riposo. Al settimanale Chi parla anche di overtourism, cambiamento climatico e dell’ipotesi di un ritorno di Matteo Salvini al Viminale.

Giorgia Meloni
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Giorgia Meloni sceglierà ancora l’Italia per trascorrere alcuni giorni di vacanza, ma senza rendere pubblica la destinazione. La presidente del Consiglio vuole soprattutto recuperare tempo da dedicare alla figlia e vivere per qualche giorno lontano dagli impegni istituzionali e dall’esposizione pubblica che accompagna il suo incarico.

In un’intervista al settimanale Chi, la premier spiega di non voler indicare il luogo scelto per le ferie non per ragioni di sicurezza istituzionale, ma per conservare un minimo di normalità. «In vacanza vado da qualche parte in Italia, che rimane il posto più bello del mondo», racconta, ricordando quanto sia difficile riposarsi quando giornalisti e fotografi seguono ogni spostamento.

La priorità, durante la pausa estiva, sarà la famiglia. Meloni descrive quei giorni come una delle rare occasioni nelle quali può vivere semplicemente il ruolo di madre, senza una giornata scandita da appuntamenti e scadenze. Nella sua valigia non mancheranno un romanzo, le carte da burraco e soprattutto il tempo da trascorrere con la figlia senza dover interrompere continuamente giochi e momenti insieme.

La lettura torna così a occupare uno spazio che durante l’anno viene assorbito dai documenti di lavoro. Per il burraco, invece, la presidente del Consiglio spera di invertire una serie negativa iniziata durante le festività natalizie. Sono abitudini semplici che, secondo Meloni, diventano più difficili da conservare quando gran parte delle giornate è assorbita dall’attività politica.

Dalle ferie il discorso si sposta poi sul turismo in Italia e sulla pressione che un numero elevato di visitatori può esercitare sulle località più frequentate. Meloni riconosce nel turismo una risorsa economica decisiva, ma avverte che il suo sviluppo deve essere regolato per evitare che le città d’arte perdano progressivamente residenti, attività tradizionali e servizi destinati a chi vi abita tutto l’anno.

Il rischio indicato dalla premier è quello di trasformare alcuni centri storici in luoghi destinati quasi esclusivamente ai visitatori, dove gli abitanti faticano a trovare casa e le botteghe vengono sostituite da attività rivolte prevalentemente al turismo. Per Meloni questa situazione deriva anche da scelte accumulate negli anni e richiede un maggiore equilibrio tra strutture ricettive e residenza stabile.

La presidente del Consiglio richiama, tra gli strumenti messi in campo dal governo, gli interventi sugli affitti brevi, il contrasto all’abusivismo condotto insieme ai Comuni e le misure destinate a sostenere commercio e artigianato. L’obiettivo dichiarato è preservare la capacità delle città di accogliere visitatori senza espellere chi le vive quotidianamente.

Nell’intervista trova spazio anche il tema del cambiamento climatico. Meloni riconosce che le estati italiane mostrano temperature e condizioni sempre più difficili, ma sostiene che le risposte debbano puntare soprattutto su soluzioni concrete. Tra le priorità cita gli investimenti tecnologici, la prevenzione del dissesto idrogeologico, la gestione dell’acqua e la produzione nazionale di energia pulita.

La linea indicata dalla premier è quella di conciliare la tutela ambientale con la tenuta economica di imprese e famiglie. Le politiche ecologiche, nella sua impostazione, non dovrebbero quindi essere costruite in contrapposizione al lavoro, ma accompagnare la trasformazione produttiva attraverso tecnologie e investimenti.

Un altro passaggio riguarda Matteo Salvini e le indiscrezioni su un possibile ritorno del leader della Lega al ministero dell’Interno. Meloni afferma che il vicepremier avrebbe le caratteristiche per tornare al Viminale e ricorda l’esperienza già maturata in quell’incarico. Allo stesso tempo, però, richiama il lavoro che Salvini sta svolgendo al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, definendolo un settore particolarmente impegnativo.

La presidente del Consiglio difende anche l’operato dell’attuale ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, impegnato sui dossier della sicurezza e dell’immigrazione. Meloni collega il giudizio sul ministro ai risultati rivendicati dall’esecutivo, citando la riduzione degli sbarchi, l’andamento di alcune tipologie di reato, il rafforzamento dei presidi sul territorio e gli interventi a favore delle forze dell’ordine.

Per la premier sicurezza e libertà restano strettamente collegate, perché la possibilità di vivere senza timori nella propria abitazione o nella propria città rappresenta, nella sua lettura, una condizione essenziale della vita quotidiana.

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